Giovedì 25 Agosto 2005

Montolivo alla Fiorentina: le reazioni dei tifosi

Diverse le reazioni dei tifosi dell’Atalanta che non hanno preso bene la cessione di Montolivo. A Zingonia è stato appeso uno striscione in cui i sostenitori nerazzurri invitano Ivan Ruggeri ad andarsene. Queste, invece, alcune e-mail giunte in redazione:

«Ma Ruggeri non si vergogna? E poi si lamenta dei pochi abbonati… Visto l’orario in cui si dovrà giocare (sabato alle ore 15) ero ancora indeciso se fare l’abbonamento, ma ora il dubbio è sparito: mai più allo stadio fino a quando Ruggeri sarà in società».

Duccio, Chignolo d’Isola

«Vorrei dire una cosa a proposito della vendita di Montolivo: sull’Eco di Bergamo di martedì 23 agosto ho letto l’intervista a Ruggeri che, sulla possibile cessione di Brivio alla Fiorentina, rispondeva: «Non è grave, ha solo 17 anni, non è in prima squadra». La mia deduzione: allora la vendita di Montolivo che è in prima squadra è da considerarsi un fatto grave? Alla replica del giornalista (Beh, potrà sempre vendere qualcuno a gennaio...), Ruggeri ha risposto: «No, no, a gennaio si resta così. L’Atalanta è questa. Adesso e a gennaio». La mia riflessione: coerenza e chiarezza non appartengono al Dna di Ruggeri. La mia domanda: dobbiamo continuare ad avere fiducia in lui? Sempre nella stessa intervista, più avanti, si legge: La nostra posizione - dice Ruggeri - è chiara: senza cessioni, nessun acquisto. Se parte una punta arriva una punta, se parte un difensore arriva un difensore. Se restiamo così saremo di certo competitivi. Le mie domande: senza Montolivo siamo ancora competitivi? Adesso che è partito un trequartista (e che trequartista) quali saranno le mosse della società? Arriverà qualcuno come pare far intendere Ruggeri? Inutile dire che mi sento preso in giro come tifoso. In questo momento, a botta calda, provo rabbia, preoccupazione e sfiducia. Mi piacerebbe proprio sapere cosa ne pensa Colantuono. Io farò ’abbonamento? Forse no! Grazie per l’attenzione.

Marco, Verdello

Mi dissocio! La vendita di Montolivo è stata fatta per ragioni di bilancio, ma Montolivo era importante per la promozione. Se l’Atalanta quest’anno non sale in A la situazione si farà drammatica dal punto di vista economico, parole dello stesso Ruggeri. E allora perchè privarsi del nostro talento che tanto aiuto poteva darci per riconquistare la serie A? Scusate ma non capisco e ripeto, mi dissocio. Forse si è voluto premiare il ragazzo che senza A avrebbe perso la convocazione nell’Under: e così dopo Bianchi abbiamo perso anche Montolivo. Avevo intenzione di sottoscrivere l’abbonamento, ma questa notizia raffredda il mio entusiasmo.

Goisis, Verdello

Devo proprio dire che aveva ragione il vostro giornalista Pietro Serina: qualche tempo fa aveva scritto che da Ruggeri ci si poteva aspettare di tutto. Che vergogna.

Tiziano

Egregi Signori, vorrei gentilmente porre a voi un paio di quesiti dall’alto della vostra conoscenza e dal basso della mia ignoranza: 1) Sapete per caso se la campagna acquisti dell’Atalanta prevede ancora la

cessione di qualcuno? 2) Sapete, sempre per caso, per che giorno è convocata la conferenza stampa del Signor Zanzi che illustra piagnucolando la lista dei 546 fuoriclasse mondiali che ha tentato di acquistare e per la macumba, la sfortuna e otto malocchi non è riuscito a prender ?

Matteo Tombini

Vorrei ribadire la mia amarezza sulla politica di Ruggeri in tema di gestione Atalanta. La cessione di Montolivo avvalora la considerazione che l’Atalanta farà un’altalena tra serie A e serie B, distruggendo anni di tradizione. Ruggeri, continuando a vendere i migliori giovani salva il bilancio limitatamente all’anno in corso, ma non crea investimento per il futuro della squadra. Questa politica porta capitali oggi, ma risorse solo per i giocatori vecchi che percepiscono forti ingaggi: vedi gli arrivi dei vari Taibi, Comandini, Rinaldi, Saudati a fronte di partenze di alcuni giovani. La situazione si stava ripetendo con Pieri, che ha rinunciato, con Manfredini (subito ripartito) in cambio di Motta e Morosini, per arrivare a Montolivo e Brivio, ceduti per salvare il bilancio di quest’anno, portando a Bergamo Bombardini, Del Vecchio, Ventola, magari anche Doni, giocatori che l’anno prossimo magari di nuovo in serie A non saranno all’altezza, per cui oltre agli onerosi ingaggi, dovremo tornare sul mercato per ricomprare, forse, quelli che avevamo già. Caro Ruggeri non pretenda in questo modo comprensione e stadio pieno, nessuno lo obbliga ad investire se non può e non vuole, ma non si senta obbligato ad essere presidente. L’Atalanta è patrimonio della cultura e della gente bergamasca, lasci fare lo stadio nuovo agli amministratori comunali, che rispondono ai cittadini, investa se ci crede nella società Atalanta, altrimenti accetti l’anonimato facendo il tifoso come il sottoscritto, cedendo la proprietà a chi sente di potere investire un capitale di passione, ma anche di rischio. Grazie per l’attenzione.

Guido Marchesi

Con la cessione di Montolivo credo si sia toccato veramente il fondo. Difficile sentirsi rappresentati da un presidente che il giorno prima dichiara che l’Atalanta resterà invariata fino alla fine del campionato e il giorno dopo vende il giovane di migliori prospettive fra quelli presenti in rosa. Altrettanto difficile non leggere la volontà di non voler minimamente investire strategicamente su un futuro di qualità della squadra basato sull’impiego dei giovani del vivaio. La triste impressione, ma forse anche la certezza, è che si pensi solamente a monetizzare e ricavare visibilità o,addirittura, guadagni a spese di coloro (tra cui io) che verso la squadra mostrano passione e attaccamento. Meglio e soprattutto piu’ dignitoso sarebbe stato farsi da parte per lasciare spazio a persone di maggior intraprendenza, miglior disegno strategico e più

sincera passione calcistica. In otto mesi, invece, si è completamente depauperato un patrimonio di giovani che tutti ci invidiavano (Motta, Bianchi, Natali, Montolivo, Pia’, per non parlare di Pinardi e, addirittura, dei giovani della Primavera e degli allievi venduti per incassare). Fare il presidente dell’Atalanta non è un obbligo bensì un onore e per ottemperare adeguatamente al ruolo certo non sono questi i comportamenti a cui ci si dovrebbe attenere. Seguo l’Atalanta da quando 40 anni fa mio padre mi portava sulle tribune del Brumana. Da oggi, con enorme dispiacere, non la seguirò mai più fino a quando non avrà fine questa sciagurata presidenza.

Franco Locatelli

Ecco perchè Ruggeri è tornato a fare il presidente: per vendere tutto il vendibile, compresi i ragazzini degli allievi. Non solo quest’anno sara’ dura fare un buon campionato di serie B, ma se continuano a saccheggiare il vivaio e tutto quello che produce, anche la Primavera ne risentirà e temo che tutti gli ottimi addetti che la sostengono ( Finardi , Favini ecc.) si stuferanno di non raccogliere il frutto del loro lavoro.

Marco, Ponteranica

Mi permetto esprimere gratitudine per i concetti che esprime il sig.Franco Locatelli, che sottoscrivo pienamente: invito altri tifosi e abbonati a rafforzare con e-mail l’invito ad investire sul futuro della società Atalanta, sui nostri giovani. È chiaro ormai a tutti che Ruggeri e collaboratori la pensano diversamente e anche dal punto di vista della credibiltà delle loro più recenti affermazioni non hanno alcun seguito nella popolazione bergamasca. Al posto dell’Udinese con un altro presidente ci sarebbe l’Atalanta e non mi si risponda che Udine e provincia hanno un serbatoio più ampio del nostro.

Si convinca il signor Miro Radici a fare piazza pulita, tornando ad occuparsi con il suo gruppo di Atalanta, così come è stato costretto a fare per la nostra Casa di Riposo.

Guido Marchesi

(25/08/2005)

ma.bucarelli

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