Olimpiadi 2028, Milano ci crede (molto)
«Se 2024 a Los Angeles, noi corriamo»

Alleanza bipartisan Comune-Regione. Ma se nel 2024 i Giochi andassero a Parigi, l’edizione dopo non sarebbe in Europa. Milano intanto si candida per la sessione Cio del 2019.

Olimpiadi 2028, Milano ci crede (molto) «Se 2024 a Los Angeles, noi corriamo»
Roberto Maroni, Giovanni Malagò e Beppe Sala

Milano insegue il sogno olimpico accantonato da Roma. Il sindaco Beppe Sala e il presidente della Lombardia Roberto Maroni puntano esplicitamente all’edizione del 2028, il presidente del Coni Giovanni Malagò è costretto alla cautela dal ruolo istituzionale. Attende il 13 settembre, quando a Lima la Sessione del Comitato olimpico internazionale deciderà la sede dei Giochi 2024 (se verrà scelta Parigi va esclusa un’altra Olimpiade in Europa quattro anni dopo) e quella della Sessione Cio del 2019, che potrebbe svolgersi proprio Milano.

Si tratta della 132ª Assemblea generale del Comitato olimpico internazionale, un evento che riunisce «in un solo colpo i membri del Cio, molti dei quali sono capi di Stato, i presidenti delle federazioni internazionali, tutti gli stakeholder dello sport, sponsor, partner e istituzioni», ha sottolineato Malagò presentando la candidatura del capoluogo lombardo. Una settimana da «10mila notti in hotel», dice Sala pensando anche a «tassisti, commercianti, ristoratori. Non è un’improvvisazione: Milano e la Lombardia sono luoghi adatti a un momento del genere», e la Sessione del Cio sarebbe un trampolino. «Per ora non parlo di Olimpiadi ma - sorride l’ex commissario di Expo 2015 - si sa che ho una certa passione per igrandi eventi...».

Anche Maroni va dritto al punto: «Se le Olimpiadi del 2024 verranno assegnate a Los Angeles, è giusto candidare Milano e la Lombardia per il 2028» dice il governatore, rilanciando un’idea sostenuta sin da quando a ottobre la Capitale si è ritirata dalla corsa per il 2024. «Ho il dovere di dire “Aspettiamo un attimo” - frena Malagò -. Vediamo con molta serenità cosa succede a settembre. Poi ci sono comunque delle componenti che riguardano il Governo centrale. Chi ha orecchie per intendere, intenda». D’altronde le variabili politiche (il veto della giunta Raggi a 5 Stelle) hanno spento il sogno della Capitale. «È stata un’occasione persa» per Malagò, che in quei giorni, «per reagire», ha deciso di reinvestire il lavoro del comitato di Roma 2024 per ottenere la Sessione del Cio, che l’Italia ha ospitato già sette volte, ma sempre a Roma quando non si trattava della vigilia di un’Olimpiade, estiva o invernale (ad esempio a Cortina nel ’56 o a Torino nel 2006).

«La nostra credibilità non solo è intatta ma paradossalmente è stata rinforzata dall’epilogo di Roma 2024 - assicura Malagò-. È una ferita che non si potrà rimarginare, non abbiamo nemmeno giocato la partita. Questa possiamo giocarcela con compagni di cui sono orgoglioso». Il dossier dell’evento (inaugurazione alla Scala, sede dell’assemblea il MiCo, programma che spazia dalla moda alle città d’arte lombarde) è coordinato, in veste di «project manager», da Diana Bianchedi, già coordinatrice del comitato Roma 2024. Da capire se ci saranno avversari. Le candidature scadono oggi a mezzanotte, nei giorni scorsi pare si siano ritirate Budapest, Istanbul e una città degli Stati Uniti. «Tutti vogliono gareggiare - la chiusa di Malagò - nessuno vuole perdere».

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