San Vigilio, l’incendio del 1983
che devastò la funicolare - Foto

Lunedì 14 marzo riapre al funicolare di San Vigilio dopo i lavori di manutenzione e c’è chi ricorda ancora il rogo che la distrusse completamente nel 1983.

Lunedì 14 e venerdì 18 marzo riaprono rispettivamente al pubblico le funicolari di San Vigilio e di città. Il servizio era stato sospeso il 18 gennaio scorso per lavori di manutenzione straordinaria, conclusi in anticipo di quindici giorni rispetto alle previsioni. Gli interventi agli impianti sono stati effettuati nella galleria della funicolare di città, sostituendo i binari di entrambe le linee, e alla funicolare di San Vigilio con controlli di revisione speciale sulle parti meccaniche, elettriche ed elettroniche dell’impianto, previsti ogni 5 anni dalla normativa nazionale.

Nel frattempo c’è chi ricorda un fatto di cronaca che riguarda proprio la funicolare di San Vigilio. Atb stamattina ha pubblicato su Facebook una foto dell’incendio che nel 1983 distrusse la stazione superiore: «Era la notte del 18 maggio 1983 – scrive Atb - quando le fiamme divamparono nella stazione superiore, chiusa ormai dal 1976 per la mancanza di fondi. L’incendio segnò una svolta e la consapevolezza che il colle e ‪#Bergamo‬ non potevano più fare a meno della funicolare. L’impianto riaprì nel 1991».

- 1Lunedì 14 marzo riapre la #funicolare di #SanVigilio che nella sua storia fu anche distrutta da un incendio.Era...

Pubblicato da ATB - Azienda Trasporti Bergamo su Domenica 13 marzo 2016

Il nostro giornale raccontò il rogo in un articolo di apertura nelle pagine di cronaca: «E così – si legge nell’articolo – un altro pezzo della vecchia Bergamo se ne è andato, se ne è andato tra le fiamme che hanno distrutto la stazione della funicolare di San Vigilio, proprio sul cucuzzolo che domina la città. L’hanno distrutta le fiamme, ma la sua fine è stata decretata dall’indifferenza, dall’incuria, dall’inciviltà di questi nostri tempi grigi. Le fiamme si sono sviluppate partendo dall’interno della carrozza, presa di mira da vandali e teppisti».

«Al primo fumo – è un altro passaggio dell’articolo de L’Eco – e al primo crepitio del fuoco i titolari del vicino bar si sono affrettati a dare l’allarme. Ma quando i vigili del fuoco sono arrivati sul posto con due autobotti l’intero edificio era un rogo». «I vigili del fuoco hanno subito messo in funzione alcuni idranti ma sono stati ostacolati, oltre che dal fatto che l’incendio era molto avanzato, dalla scarsità d’acqua (...). C’era, tra l’altro, il gravissimo pericolo della presenza di alcuni cavi in tensione».

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