Anbi, 2/3 delle opere idriche del Piano Rurale quasi finite

(ANSA) - ROMA, 02 FEB - Tutti i cantieri per infrastrutture idriche del Piano di Sviluppo Rurale Nazionale sono stati avviati, ed il 62% è nelle fasi conclusive. Per quanto riguarda le opere idriche del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, è in corso il 75% dei lavori ed il 27% ha già superato metà dell'opera. Gli interventi per le infrastrutture idriche previste dalla legge di bilancio del 2021 vedono aperto solo l'1% dei cantieri, ma le risorse sono state rese disponibili solo dallo scorso maggio. E' il bilancio fatto dall'Anbi, l'associazione dei consorzi di bonifica, sui progetti sull'acqua finanziati dal Ministero dell'Agricoltura.

Il valore complessivo degli interventi previsti è di oltre un miliardo e 104 milioni di euro, e interessa 478.004 ettari, di cui l'87% è stato colpito da siccità e ondate di calore nel più recente quinquennio. Le opere previste permetteranno il 31% di risparmio idrico (548.710.121 metri cubi), cioè un volume superiore a quello utile dal lago di Garda, il più grande bacino italiano.

I progetti in fase di realizzazione insistono per il 79% su aree con colture specializzate (quindi, a maggiore redditività) ed ogni progetto interessa mediamente 3 prodotti a denominazione d'origine (Dop, Igp, Docg, Doc). GLi interventi aumenteranno l'occupazione di quasi 54.000 unità, incrementando il valore agricolo di oltre 96 milioni di euro all'anno.

Particolarmente interessante è la trasformazione di 20.000 ettari da frumento a coltura specializzata (frutteti, orticole, ecc.), grazie all'irrigazione: il valore della Produzione Lorda Vendibile schizza da 24 milioni a 300 milioni di euro, incrementando l'occupazione di quasi 7.700 unità. (ANSA).

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