Giovedì 18 Settembre 2014

I cani in chiesa? Un poco per volta

C’è ancora tanto da fare!

Vorrei commentare quella notizia, ripresa anche dal drettore de L’Eco di Bergamo Giorgio Gandola, riguardante la possibilità prevista dal nuovo regolamento in tutela degli animali redatto dal Comune di Milano.

Personalmente, essendo ovviamente schierato dalla parte del cane, non ci vedo nulla di male, anche perchè la bestiola dovrà essere sicuramente ben educata, anche se non condivido il fatto che debba essere per forza di piccola taglia.

Però mi chiedo: su che parametri si basa la buona educazione dei cagnolini in oggetto? E chi la dovrà constatare? Se il mio cane lo definisco educato ma poi il rumore di qualcosa che cade per terra lo spaventa e durante la Funzione inizia ad abbaiare, la frittata è servita! Qualcuno potrà dire, intanto da almeno vent’anni siamo abituati ai trilli dei telefonini che riecheggiano, spesso nei momenti più solenni delle celebrazioni... Tant’è, una piccola svista, imbarazzo totale, un sorrisino di circostanza con gli occhi abbassati in segno di colpa, e gli sguardi accusatori di tutti che colpiscono il malcapitato, ma poi ci si dimentica subito dell’accaduto.

Torniamo alla notizia: Io penso che ci siano ancora molte conquiste da ottenere in ambito di regolamentazione dei nostri amici cani prima di preoccuparci della possibilità di portarcelo in chiesa. Già il fatto di poterlo portare sui mezzi pubblici, di poter farlo accedere nelle gallerie dei centri commerciali, e di poterlo portare in vacanza con noi rappresentano delle belle conquiste: invece di pensare alle chiese io andrei a perfezionare queste. Ancora oggi ad esempio troppi alberghi non ci permettono di portare con noi il nostro cane, troppi giardini pubblici hanno ancora appeso fuori il cartello «vietato l’accesso ai cani» e troppi bar o ristoranti non ci permettono di entrare con il nostro beniamino a 4 zampe... e ovviamente sarei imparziale se non ammettessi anche che troppa gente ancora oggi del proprio cane non raccoglie le
deiezioni e non rispetta i regolamenti in materia soprattutto di guinzaglio.

Senza disturbare (almeno per ora) i santi, ecco invece uno spunto su cui si potrebbe lavorare: sarebbe bello che il cagnolino potesse accedere in locali messi a disposizione per questo tipo di incontri nelle case di riposo, negli istituti di cura e perchè no anche nei reclusori, un segnale di civiltà e un modo per rendere davvero onore al loro “compito” quelli che si chiamano in gergo «animali d’affezione».

Concludo questo mio commento con una riflessione: Fabio Concato in una sua vecchia canzone diceva: «Peccato che a Milano non c’è il mare...». Peccato davvero, perchè con un regolamento così innovativo, magari si sarebbe potuto dare una svolta agli assurdi divieti di accesso e balneazione che tuttora sono vigenti sulle spiagge del nostro Paese.

Paolo Bosatra

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