Compromesso Pdl sul processo breve, ma per Berlusconi non basta

Compromesso Pdl sul processo breve, ma per Berlusconi non basta Vertice a tre con Fini e Bossi rimandato prossima settimana

Roma, 1a nov. (Apcom) - "Insomma, il Pdl è ancora salvo". Forse è la battuta pronunciata da un parlamentare, al termine dell'incontro tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, a dare meglio il senso del faccia a faccia di ieri mattina. Due ore in un clima di grande tensione, alla presenza di Gianni Letta, per siglare il 'compromesso' sulla giustizia che si può riassumere nella formula: sì al processo breve, no al taglio della prescrizione.Una via mediana tra l'obiettivo primario del premier di avere uno 'scudo' per i suoi processi e la richiesta di Fini di evitare una nuova norma-vestitino, che però sembra essere più di facciata. E' vero, si è raggiunto l'obiettivo politico di evitare lo strappo plateale che sembrava a un passo, ma Berlusconi è tutt'altro che soddisfatto e non considera la partita chiusa. Il premier, dopo l'incontro, si è limitato a dire che "è andata bene" ma è convinto di non potersi sentire al sicuro sulla strada normativa intrapresa.Quello che il Cavaliere avrebbe voluto era un'accettata alla prescrizione, quel taglio di un quarto che lo avrebbe messo al riparo dai procedimenti presenti e probabilmente anche futuri. Il no di Fini è stato netto: sarebbe un'amnistia mascherata - è stato il suo ragionamento - la gente non capirebbe. Alla fine si è deciso di abbandonare questa ipotesi e comunque di dare il via libera a una norma che va nella direzione di dare un processo rapido a tutti i cittadini. Il presidente della Camera sarebbe soddisfatto dell'esito dell'incontro. Tuttavia, non a caso, nell'entourage del Cavaliere si parla di un "passo in avanti", come a far intendere che di passi potrebbero anche essercene altri. Anzi, il premier avrebbe già chiesto al suo avvocato Niccolò Ghedini di mettersi al lavoro sulla scrittura del ddl o per trovare un'altra strada.Che non sia tornato il sereno tra i due cofondatori del Pdl, secondo alcuni, è dimostrato anche dal fatto che non si terrà domani ma la prossima settimana il vertice a tre con Umberto Bossi: perché il percorso verso le regionali - si spiega - non è stato ancora sgomberato dal 'macigno' della giustizia.

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