Giustizia/ Maggioranza ancora al lavoro sul processo breve

Giustizia/ Maggioranza ancora al lavoro sul processo breve Per Fini, applicable solo a incensurati e in primo grado

Giustizia/ Maggioranza ancora al lavoro sul processo breve
Roma, 11 nov. (Apcom) - La maggioranza è al lavoro per mettere nero su bianco il ddl sul 'processo breve', frutto del compromesso ieri raggiunto fra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il presidente della Camera, Gianfranco Fini. E' possibile la presentazione del testo al Senato nel tardo pomeriggio. I tecnici del Pdl, i componenti dell'ufficio legislativo e, a quanto pare, anche il consulente giuridico del premier Niccolò Ghedini (che fa la spola tra palazzo Grazioli e le Camere) sono impegnati negli uffici del presidente dei senatori del Partito delle libertà Maurizio Gasparri, che dovrebbe essere primo firmatario del testo.Il testo prevede che il processo non duri più di sei anni, due per ogni grado di giudizio. E i processi già in corso?Il nodo è proprio questo. Tutti sono alle prese con un busillis di non facile soluzione: la norma transitoria che dovrebbe consentire l'applicazione della legge ai procedimenti in atto.Secondo la linea sostenuta dal presidente della Camera Fini, per non allargare troppo la platea dei ricorrenti, va stabilito che la nuova normativa possa essere estesa soltanto agli incensurati e soltanto per i processi in primo grado. Ma così facendo, analizza una fonte del Pdl esperta in diritto, chiunque si trovasse in appello, magari da sei anni, potrebbe sollevare la questione di costituzionalità di fronte alla Consulta per disparità di trattamento rispetto ad altri in giudizio, vanificando gli sforzi per avere la legge in tempo record.L'intesa tra Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini sul "processo breve" corrisponde all'interesse dei cittadini aveva detto stamattina Paolo Bonaiuti, portavoce del premier. Bonaiuti ha recisamente negato in una intervista che ci siano "imbarazzi" nella maggioranza perché la nuova norma inciderebbe sui processi a carico del premier. "Imbarazzi - replica il portavoce - credo dovrebbero esserci in chi da anni cerca di utilizzare la giustizia a fini politici, per colpire un leader che è stato votato democraticamente dalla maggioranza degli italiani".

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