Giovedì 12 Novembre 2009

Usa/Oggi Obama parte per l'Asia,missione tra speranze e proteste

New York, 12 nov. (Apcom) - Afghanistan, Nord Corea, cambiamenti climatici, commercio internazionale e diritti umani. Il viaggio in Asia che Barack Obama inizia oggi è uno dei più delicati dall'inizio del suo mandato e gli occhi della diplomazia sono puntati sui difficili equilibri tra i quali si muoverà il presidente americano nei prossimi nove giorni. L'appuntamento più importante è la tappa in Cina i cui legami economici con l'America coprono una grandissima fetta del commercio estero internazionale ma dove Obama dovrà parlare di argomenti spinosi come la sua volontà di incontrare il Dalai Lama, la necessità di raggiungere un accordo ambientale e soprattutto i diritti umani. Nonostante la diffidenza nei rapporti con Pechino all'ombra della Grande Muraglia le Ong cinesi sperano che la visita sia l'occasione di puntare l'attenzione sulle restrizioni alle libertà personali, delle quali Obama conta di parlare anche con il presidente Hu Jintao. Negli ultimi mesi le autorità di Pechino hanno allentato il pugno duro nei confronti delle organizzazioni non governative autorizzando, o meglio tollerando, le associazioni che si occupano di Aids e di ambiente. Nelle ultime settimane molte organizzazioni hanno denunciato però le repressioni che potrebbero verificarsi durante il viaggio di Obama per evitare manifestazioni pubbliche sgradite al governo. Un'accoglienza molto diversa da quella che la delegazione americana riceverà in Giappone, prima tappa del tour e primo alleato degli Usa nella regione. Il fulcro della due giorni di Tokyo saranno le discussioni militari e gli accordi sulla presenza delle truppe americane in Giappone. Se in Cina la popolazione vede nel presidente un'occasione di progresso nel Sol Levante da giorni proseguono le contestazioni a Okinawa contro le basi militari statunitensi. Il premier Yukio Hatoyama, insediatosi due mesi fa, ha detto di voler modificare i trattati del 2006 per i quali gli Usa hanno 47 mila militari sull'isola. Un contingente enorme che ha sollevato fortissime proteste da parte dei cittadini locali. L'incognita nel dialogo con Obama, secondo gli esperti, è l'inesperienza del nuovo governo democratico giapponese. Emc-Bat

MAZ

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