Domenica 15 Novembre 2009

Giustizia/ Scontro Pdl-Pd su processo breve.Schifani:può cambiare

Roma, 15 nov. (Apcom) - Il ddl Gasparri sul processo breve può essere migliorato in Parlamento: il presidente del Senato Renato Schifani prova a indicare la via del confronto sulla giustizia alle forze politiche, ma lo scontro è tra il Pdl che accusa il Pd di "ipocrisia", ricordando una vecchia proposta di legge della Quercia sui tempi del processo, e i Democratici che rispondono accusando apertamente il centrodestra di dire falsità sull'argomento. Antonio Di Pietro, leader dell'Idv, ammonisce il segretario democratico Pier Luigi Bersani: vieni in piazza con noi il 5 dicembre contro Berlusconi, i militanti del Pd "la pensano come noi". L'Udc intanto tenta di rilanciare la sua idea di "terza via": un nuovo lodo Alfano, stavolta votato con legge costituzionale. Dal Italo Bocchino, Pdl di rito finiano, arriva una risposta possibilista. Sulla nuova norma già battezzata 'salvapremier' dall'opposizione qualche dubbio pare serpeggiare anche nella maggioranza: il ministro della Giustizia Angelino Alfano non smentisce la notizia secondo la quale starebbe studiando le conseguenze sui processi del testo presentato al Senato e anche possibili modifiche, anche se dice: "Non ci fermeremo". Schifani si affida al lavoro di deputati e senatori, che potranno "migliorare i testi per renderli invulnerabili alle censure eventuali della Corte costituzionale". La giornata di ieri però è stata segnata soprattutto dal botta e risposta tra Pdl e Pd sul contenuto di alcune proposte di legge sulla durata dei processi presentate anni fa dai Democratici di sinistra: "Urlano - si legge in una nota del gruppo Pdl al Senato - ora che noi proponiamo, dopo di loro, quello che loro hanno proposto per primi. Con un'aggravante: mentre la proposta del Pdl esclude alcuni reati (mafia, furti, rapine, droga, bancarotta fraudolenta, infortuni sul lavoro, ecc.), da questo limite di durata dei processi di 6 anni, la sinistra non prevedeva queste esclusioni". La sinistra "cambia idea a seconda delle convenienze politiche contingenti", commenta il coordinatore Pdl Sandro Bondi. E Maurizio Gasparri parla di "ipocrisia", puntando il dito su Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato, che replica: "Gasparri e Bondi non sanno leggere e non sanno quello che dicono e, se lo sanno, mentono", anche perché "le nostre proposte sono molto diverse dal 'salva-processi'".

Bar/Kat

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