Domenica 15 Novembre 2009

Lavoro/ Cgil in piazza: il peggio non è passato

Roma, 15 nov. (Apcom) - La crisi dispiegherà i suoi effetti più pesanti sull'occupazione nelle prossime settimane, serve perciò che il governo cambi registro. La Cgil torna in piazza e lo fa per dire no alle politiche del governo perchè, attacca il segretario generale, Guglielmo Epifani dal palco di Piazza del popolo, "la crisi non è passata per i lavoratori, per i lavoratori precari e per i pensionati". Per questi è in arrivo una "valanga". Un discorso duro quello del segretario che ha lanciato ancora una volta l'allarme sul lavoro. E se la Cisl e la Uil volessero fare uno sciopero generale partendo dalle deludenti politiche del governo sul fisco, la Cgil "è pronta e in prima fila". In piazza, di fronte ai circa 100mila che si sono raccolti partendo da Piazza della Repubblica, Epifani chiede ancora una volta all'esecutivo di vedere in faccia il "volto della crisi, anche se è meglio non vedere e credere alle favole". "Al Governo - incalza Epifani - chiediamo di cambiare registro e di affrontare finalmente i nodi della crisi". Perchè anche la Finanziaria è inadeguata: "nella sostanza non c'è nulla. Non c'è nulla neppure nella parte fiscale e per gli ammortizzatori. Manca la promessa di stabilizzare i precari della ricerca. E' un Governo che non è interessato al mondo del lavoro" sentenzia. "La crisi non è passata per i lavoratori - dice Epifani - per i lavoratori precari e per i pensionati. Per loro arriverà la parte peggiore. Avevamo detto che sarebbe arrivata la valanga e la valanga è arrivata". Epifani ricorda come in un anno siano stati persi 570mila posti di lavoro di cui 300mila precari. "Oggi la valanga - sottolinea il segretario - è fatta di mobilità, di ristrutturazioni, di licenziamenti di precari che vanno a casa senza copertura e senza futuro". E a chi canta vittoria per la ripresa del Pil nel terzo trimestre Epifani ricorda che siamo ai livelli del primo trimestre del 2003 e che per riprenderci ci vorranno sei o sette anni. Per questo incalza la Cisl e la Uil, e chiede loro un giudizio sulle politiche fiscali del governo che non hanno tagliato le tasse per il mondo del lavoro ma hanno solo ridotto una parte dell'acconto Irpef, limitando l'intervento al popolo delle parrite Iva. "Mando a dire a Cisl e Uil che se si volesse fare lo sciopero generale sul fisco la Cgil ovviamente è pronta e è in prima fila", è stato l'invito di Epifani ai due sindacati con cui da tempo si è interrotta l'unità. a Epifani risponde il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni: "i lavoratori non si fanno incantare dalle sirene di chi vuole trasformare il sindacato in una cinghia di trasmissione di alcuni movimenti politici. Non è inseguendo la demagogia o il populismo che si interpretano le istanze dei lavoratori", puntualizza. Rbr 150510 NOV 09

Kat

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