Domenica 15 Novembre 2009

Via Poma, parla Busco: Non fui io a mordere Simonetta sul seno

Roma, 15 nov. (Apcom) - "Speravo nella coscienza, nella pietà di qualcuno. Ma chi copre un assassino può avere una coscienza?". Raniero Busco, rinviato a giudizio per l'omicidio di Simonetta Cesaroni, avvenuto in via Poma, a Roma, 19 anni fa, rivela a Gente, in edicola lunedì 16 novembre, tutta la sua disperazione. "Mi accusano di aver lasciato quel morso sul seno di Simonetta, ma io non ho mai dato un morso in vita mia". E aggiunge: "Per i miei figli e per mia moglie Roberta. Per loro continuerò a urlare la mia innocenza e a lottare per dimostrarla. Non possono farmi questo, io sono innocente, non ho ucciso Simonetta". Il processo a Busco inizierà il prossimo 3 febbraio. "La storia tra me e Simonetta è stata uno storia con alti e bassi, basata sulla fiducia e sul rispetto. Non c'è mai stato nessun litigio. Ci siamo lasciati per un breve periodo, nell'estate del 1989. Abbiamo fatto le vacanze con gli amici della comitiva. Poi siamo tornati insieme. È stata la mia ragazza fino a quel 7 agosto, quando è stata uccisa". Busco spiega di non aver visto Simonetta quel giorno: "L'avevo vista la sera prima". Quanto alla traccia di saliva trovata sul reggiseno della ragazza, spiega: "Il sabato ci siamo incontrati da Anna Rita, un'amica. Aveva la casa libera. A 20 anni si cercano i momenti per stare insieme". Di quei giorni tragici Busco ricorda il lungo interrogatorio: "Durò 12 ore, con davanti le foto del corpo di di Simonetta martoriato. Mai, lo giuro sui miei figli, avrei potuto fare una cosa così. Solo un animale può ridurre una persona così. Non credo che mi avrebbero lasciato andare se avessero avuto qualche dubbio. Eppure, dopo una notte e una mattina intere chiuso in quell`ufficio di tutta la mia deposizione hanno scritto solo una pagina. Per 17 anni tutto si è fermato. Poi con le nuove indagini sono tornati a chiedermi dov`ero. Io non lo ricordavo più. Ho chiesto di cercare nella mia deposizione di allora. Ma nessuno aveva trascritto quell`alibi".

Apa

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