Domenica 15 Novembre 2009

Scuola, braccio di ferro Gelmini-presidi sulla scarsità di fondi

Roma, 15 nov. (Apcom) - Sembra destinata al braccio di ferro la contrapposizione tra il ministero dell'Istruzione ed i dirigenti scolastici per l'assottigliamento dei fondi a disposizione delle scuole: ieri il responsabile del Miur, Mariastella Gelmini, ha esortato i presidi a "scegliere le priorità e farsi bastare le risorse che ci sono: non è il tempo delle lamentele, delle solite lagne, cerchiamo - ha detto Gelmini - di lavorare". La riduzione progressiva dei finanziamenti agli istituti sta creando però sempre più malumori tra i presidi, a nome dei quali si sono mossi sindacati ed associazioni di categoria. Le principali lamentele dei dirigenti scolastici si riconduco in prevalenza all'assottigliamento dei fondi destinanti a sostenere l'autonomia scolastica (per gli addetti ai lavori si tratta della legge 440/97): soldi che servono per l'attuazione delle attività extra-didattiche e dei progetti formativi contenuti nei Piani dell'offerta formativa, oltre che per le attività di formazione e aggiornamento del personale. Attualmente tutte queste attività vengono finanziate, a tutti gli istituti scolastici, attraverso 140 milioni di euro annui a fronte dei 170 milioni dello scorso anno. Nei prossimi mesi, secondo quanto già approvato dal governo, diventeranno ancora meno: dal 2010 verranno ridotti a 130 milioni e nel 2011 a neanche 100 milioni di euro. Già oggi la situazione in alcune scuole, a detta dei presidi, sembra essere difficile. Attraverso una nota la Flc-Cgil ha fatto sapere che "sono ormai moltissimi i documenti che arrivano dalle scuole e che denunciano una situazione di gravissima difficoltà nel garantire l'offerta formativa". I dirigenti scolastici di 38 scuole del primo ciclo della provincia di Taranto proprio a causa della scarsità dei fondi a disposizione hanno lamentato sia difficoltà nell'erogazione del servizio sia un abbassamento dei livelli di sicurezza per gli alunni. I dirigenti - spiega sempre il sindacato di Pantaleo -denunciano l'accumularsi dei crediti nei confronti del ministero e l'esaurirsi delle disponibilità di cassa che espongono le scuole a contenziosi con fornitori e lavoratori. I dirigenti chiedono al ministero di farsi urgentemente carico dei problemi invece di assumere atteggiamenti di colpevolizzazione dei lavoratori". Sul piede di guerra nei confronti del Miur ci sono anche i presidi iscritti all'Asapi, l'Associazione delle scuole autonome, del Piemonte, risentiti non poco per le parole pronunciate dal loro direttore scolastico regionale, Francesco de Sanctis: "i dirigenti scolastici - ha detto il responsabile dell'Usr del Piemonte - non devono lamentarsi, ma far fronte alle necessità con le risorse disponibili", pensino piuttosto a "rimboccarsi le maniche". Immediata la replica dell'Asapi: "i capi di istituto - si legge in un comunicato sindacale regionale - sono abituati a rimboccarsi le maniche ogni giorno per risolvere situazioni e problemi continui rispondendo di ciò che fanno alle famiglie degli alunni e all'Amministrazione e assumendosi i rischi in prima persona pur di far funzionare al meglio le scuole". Sui rapporti ministro-dirigenti pesa negativamente anche il mancato rinnovo del contratto, scaduto ormai da quattro anni, su cui non sembrano profilarsi nemmeno le basi per la ripresa delle trattative. Di recente tutte le maggiori sigle sindacali (Flc-Cgil, Cisl Scuola, Snals Confsal e Anp) hanno scritto al primo inquilino del dicastero di viale Trastevere per sollecitarlo a trovare una soluzione al problema, su cui pesa sempre più il `nodo' degli arretrati. Siamo in attesa - scrive la Flc-Cgil - della convocazione per l'incontro richiesto al ministro Gelmini, per sbloccare la trattativa e trovare soluzione ai problemi che ostacolano il rinnovo del Ccnl 2006/09 parte normativa e 2006/07 parte economica: senza una adeguata risposta sarà inevitabile il ricorso alla mobilitazione dei dirigenti scolastici".

Alg

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