Martedì 24 Novembre 2009

Giustizia/ Scontro Anm-Alfano. Premier: parlerò agli italiani

Roma, 24 nov. (Apcom) - E' ancora bufera fra il governo e la magistratura. L'Associazione nazionale magistrati ha fornito la fotografia degli effetti di un'eventuale approvazione del ddl sul processo breve che da oggi inizia il suo iter parlamentare in Senato. Secondo il sindacato delle toghe, infatti, la norma presentata dalla maggioranza a Palazzo Madama metterà a rischio la conclusione del 50% dei processi. Il Pdl insorge. Secondo l'Anm, a Roma, Bologna e Torino è a rischio prescrizione oltre il 50% dei procedimenti, mentre a Firenze, Napoli e Palermo tra il 20 ed il 30%. Queste sono infatti le percentuali dei procedimenti in fase di udienza preliminare e dei dibattimenti in primo grado già prescritti, o dei quali sarebbe imminente la prescrizione, in caso di entrata in vigore del disegno di legge sul 'processo breve'. Un modo, spiega, l'Anm, per smentire "clamorosamente le rosee previsioni" del ministro della Giustizia Angelino Alfano, secondo il quale le nuove norme avrebbero ricadute su circa l'1% dei processi. Per il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, l'Anm "spara fesserie", trattandosi di "numeri senza fondamento". Da Doha il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi pensa intanto di parlare agli italiani, di replicare ad un attacco politico con un discorso che sarà necessariamente politico. E ieri ha annunciato l'intenzione di parlare "agli italiani" per spiegare "qual è la situazione in cui siamo", lanciando prima di tutto un messaggio: sulla giustizia si giocano le sorti del governo e su questa materia intendo "metterci la faccia". Come è ancora da stabilere, visto che il Cavaliere sta vagliando le possibili ipotesi già da giorni. Oscilla, il premier, tra due 'tentazioni'. Potrebbe scegliere l'Aula del Senato per 'impegnare' politicamente il governo e la maggioranza nella madre di tutte le battaglie, nel braccio di ferro ingaggiato con le Procure. Oppure potrebbe optare per un 'one man show' tutto incentrato sulla giustizia, da offrire agli italiani in prima serata per spiegare le ragione della contesa. Di certo influirà anche l'avvio dell'iter parlamentare del ddl sul processo breve, sul quale oggi inizia la discussione in commissione a Palazzo Madama. Anche sulla base della solidità della maggioranza di fronte a questa prova Berlusconi calibrerà il suo "metterci la faccia". Perchè, sottolineano uomini a lui vicini, non di trappole o emendamenti semi clandestini si tratta, ma di un provvedimento sul quale si gioca parte del destino politico del premier.

Red/Kat

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