Martedì 24 Novembre 2009

Brenda/ Il giallo del telefonino. Dubbi anche su morte Cafasso

Roma, 24 nov. (Apcom) - Un telefonino Samsung e un mazzo di chiavi del seminterrato di via due Ponti mancano all'appello. Erano nella borsa rubata a Brenda la sera dell'8 novembre quando la trans brasiliana fu aggredita da un gruppo di persone dell'Est, forse romeni, in via Biroli. Una strana rapina, visto che i rapinatori restituirono alla trans, poi trovata cadavere lo scorso 20 novembre, la borsa senza il cellulare e le chiavi di casa. Gli investigatori sono concentrati nella ricostruire del traffico telefonico dei cellulari di Brenda per ricostruire tutti i contatti (e con chi?) avuti nei mesi scorsi dalla trans, anche dopo l'esplosione dello scandalo che ha travolto l'ex Governatore del Lazio, Piero Marrazzo. C'è poi il pc ritrovato nel lavandino nell'appartamento di via due Ponti, la mattina in cui è stata trovata morta la brasiliana. Il pc era di Brenda. Non sembrano esserci dubbi. Le verifiche sul computer sono state affidate ieri al consulente. Alcuni dati, se non la totalità, potrebbero esser recuperati, ma serve il riscontro che sarà dato soltanto dall'hard disk. Sul fronte medico legale, intanto, si attendono mei prossimi giorni gli esiti degli accertamenti tossicologici e istologici sul cadavere. In base ai risultati dell'autopsia Brenda è morta a causa di una asfissia per esalazioni da ossido di carbonio. Gli accertamenti dovranno stabilire se Brenda era sotto effetto di psicofarmaci e di altre sostanze. E avanzano i dubbi anche sulla morte di Gianguarino Cafasso che non sarebbe dovuta solo ad una overdose da droga. Gli inquirenti della Procura di Roma ritengono che le modalità di assunzione dello stupefacente siano da chiarire. I magistrati, potrebbero presto rubricare l'ipotesi di omicidio nel fascicolo che è per ora ancora 'atti relativi a...', anche se attendono comunque i risultati dell'accertamento tossicologico disposto nei giorni scorsi. Cafasso è coinvolto nella vicenda che ha travolto Piero Marrazzo, perché secondo i carabinieri indagati per il ricatto all'ex presidente della Regione Lazio, avrebbe materialmente girato il video nel quale venne ripreso il governatore in casa della trans Natali.

Red/Kat

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