Giustizia, Berlusconi 'nega' avvisi garanzia: Nulla contro di me

Giustizia, Berlusconi 'nega' avvisi garanzia: Nulla contro di me Pdl elogia Napolitano. Sempre più gelo tra premier e Fini

Giustizia, Berlusconi 'nega' avvisi garanzia: Nulla contro di me
Roma, 28 nov. (Apcom) - Ufficialmente si parla di "sopraggiunti impegni istituzionali". Ufficiosamente si dice che la fitta agenda della giornata, completata in serata anche da una cena a Villa Madama con i vertici di Alitalia, abbia reso difficile incastrare la trasferta. Di certo c'è che in extremis il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha annullato la visita a Camarda dove avrebbe dovuto consegnare un nuovo lotto di case ai terremotati abruzzesi, con tanto di finestra televisiva in diretta su Canale 5. E subito è partito il giallo sulla vera motivazione, con un tam tam più insistente di altri: la voce dell'imminente arrivo di un avviso di garanzia. Tanto insistente che alla fine è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, a dover precisare: "Escludiamo nel modo piú deciso che sia in arrivo un qualsiasi atto correlato alle indagini di Firenze e Palermo. Non esiste. E' fin troppo facile - dice - smentire ciò che non c'è".Palazzo Chigi, dunque, ostenta sicurezza. Anche in privato - viene riferito - il premier avrebbe assicurato che "non hanno niente contro di me". Eppure il timore serpeggia, se per spiegare che "è impossibile stare tranquilli" un ministro cita un motto in voga tra gli avvocati: Se vi accusano di avere violentato la Madonnina del Duomo di Milano, prima fuggite in Svizzera, poi negate.Per il presidente del Consiglio quella con la magistratura è la battaglia delle battaglie, come ha per l'ennesima volta ha dimostrato ieri quando nell'ufficio di presidenza ha parlato di toghe che "vogliono fare cadere il governo". Parole che insieme a quell'accenno al rischio di "guerra civile", poi smentito dall'ufficio stampa del partito, hanno spinto oggi il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a lanciare un appello a "fermare la spirale di una crescente drammatizzazione delle polemiche" e a sottolineare che "nulla può abbattere un governo che ha la fiducia delle Camere". Frasi che hanno avuto l'apprezzamento di tutto il centrodestra e che, ufficialmente, il Pdl elogia, soprattutto mettendo in evidenza l'ultima parte della dichiarazione, quella in cui il Colle richiama anche le toghe ad attenersi "rigorosamente" alle loro funzioni. Il capogruppo alla Camera, Fabrizio Cicchitto, mette in evidenza come Napolitano abbia esaltato "la necessità di salvaguardare l'autonomia della politica", mentre Maurizio Gasparri sottolinea che si ribadisce "con chiarezza che nessuno può abbattere un governo che ha la piena fiducia del Parlamento".Insomma, le colombe sono in azione e cercano di vedere il bicchiere mezzo pieno, mettendo in secondo piano la lettura delle parole di Napolitano che sembra rivolta invece meno alla magistratura e più direttamente al premier. Eppure, in Berlusconi - spiega chi ci ha parlato in queste ore - resta una certa distanza e diffidenza nei confronti del capo dello Stato che ormai si trascina dalla bocciatura del Lodo Alfano e che, finora, il premier non ha fatto niente per colmare.Così come resta intatto il gelo con il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Appena ieri Berlusconi gli aveva inviato un chiaro messaggio affermando che "nel Pdl si decide a maggioranza e chi non ci sta è fuori". "Ormai - spiega un alto esponente del partito - lui con Gianfranco non ci vuole più parlare, il dialogo avverrà solo attraverso gli organi del Pdl". Non solo, perchè se Berlusconi da giorni va chiedendo ai suoi interlocutori dove voglia arrivare il presidente della Camera, adesso comincia anche a raccogliere e condividere una voce insistente: quella che lo vedrebbe dirigersi verso l'asse Casini-Rutelli. "La domanda semmai - dice un uomo vicino al premier - è quando questo accadra".

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