Sabato 12 Dicembre 2009

Piazza Fontana/ Quarant'anni dopo la strage nessun colpevole

Roma, 12 dic. (Apcom) - Quarant'anni fa, il 12 dicembre 1969, un ordigno contenente sette chili di tritolo esplode alle 16:37, nella sede della Banca Nazionale dell`Agricoltura, in piazza Fontana, a Milano. Il bilancio delle vittime è di 17 morti e 88 feriti. E' l'inizio di quella che viene chiamata la 'strategia della tensione'. E' la strage dei mille processi e quarant'anni dopo, non c'è nessun colpevole, ma una striscia di altre vittime. Le indagini puntano dapprima sui movimenti anarchici: viene fermato il ferroviere Giuseppe Pinelli. Tre giorni dopo muore precipitando dalla finestra della Questura. I presenti saranno tutti assolti nel 1975 dall'accusa di omicidio colposo perché 'il fatto non sussiste'. Intanto un commando nel 1972 ha ucciso il commissario Luigi Calabresi (che non era nella stanza). Il 16 dicembre 1969, viene arrestato il ballerino anarchico Pietro Valpreda. I primi neofascisti ad essere individuati come coinvolti nell`attentato sono Franco Freda e Giovanni Ventura, arrestati il 3 marzo 1972. Il 18 gennaio 1977 la sentenza è di ergastolo per Freda e Ventura, di assoluzione per Valpreda. Gli imputati verranno assolti tutti in appello, ma la Cassazione annullerà la sentenza e ordinerà un nuovo processo. Il 13 dicembre 1984, inizia il quinto processo, che vede come imputati Valpreda, Freda e Ventura. Verranno tutti assolti. Il 26 ottobre 1987, al sesto processo gli imputati sono i neofascisti Fachini e Delle Chiaie; saranno assolti per non aver commesso il fatto. Nel 1990 una svolta: Delfo Zorzi, capo operativo della cellula veneta di ordine Nuovo, per sua stessa ammissione, è l'esecutore materiale della strage. Zorzi dopo l`attentato riparò in Giappone dove tuttora vive protetto dal governo nipponico. Negli anni Novanta le indagini ripartono sull'attività di gruppi eversivi dell'estrema destra a Milano. Nel 1999 sono rinviati a giudizio Zorzi, il medico Carlo Maria Maggi e Giancarlo Rognoni, presunti responsabili, a vario titolo. Nel 2001 la Corte di Assise li condanna all'ergastolo. Il 12 marzo 2004, La Corte d'assise d'appello di Milano li assolve. Il 6 luglio 2002, muore Pietro Valpreda, a 69 anni, il ballerino anarchico che fu il primo accusato per la strage.

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