Giovedì 24 Dicembre 2009

Maltempo/ Allerta per valanghe e livello dell'acqua nei fiumi

Roma, 24 dic. (Apcom) - Le valanghe e il livello dei fiumi. Il giù e su delle temperature crea una situazione di rischio nel centro nord della Penisola, dove più si concentreranno le precipitazioni piovose nelle prossime 36 ore. Il costante monitoraggio garantito dagli uomini e dalle donne della Protezione civile, a livello nazionale e locale, dovrebbe far passare indenne la due giorni di feste natalizie, ma l'allarme c'è. Il Corpo Forestale dello Stato ha lanciato l'emergenza valanghe su tutto l'arco alpino e segnala il rischio di distacchi nevosi in seguito all'aumento delle temperature. Il livello dei fiumi è seguito in tutte le regioni dove sono previsti scrosci d'acqua, dalla Liguria alla Toscana settentrionale, dall'Emilia Romagna occidentale, tra Parma e Piacenza, alla Lombardia, al Veneto ed al Friuli Venezia Giulia. "Il livello idrometrico del fiume Po è salito di un metro in un solo giorno per effetto dello scioglimento della neve caduta copiosamente al nord e delle intense precipitazioni", ha informato la Coldiretti. "L'innalzamento del livello del Po è sintomatico - sottolinea l'associazione - della situazione nelle regioni del Nord dove si sono già verificati straripamenti con fiumi e torrenti ingrossati dallo scioglimento della neve e dalle perturbazioni intense". L'Agenzia interregionale per il fiume Po ha decretato lo stato di attenzione, per fenomeni di piena in buona parte dei fiumi e torrenti emiliani anche se al momento non si segnalano particolari criticità. Dall'altra parte della Padana, a Venezia, si continuano a registrare giornate di acqua altai. Secondo il rilevamento del Centro previsioni e segnalazioni maree del Comune, nella notte scorsa si sono toccati i 133 centimetri, ma il record dell'anno è previsto per domani alle 5: 150 centimetri. Gli esperti hanno spiegato che l'anno 2009 è stato quello con più giorni d'acqua alta a Venezia, da molto tempo in qua. Il maltempo non fa rischiare grosso solo a Venezia, ma ha anche provocato seri danni a Torino, dove a causa del gelo,, tra l'altro, sono scoppiate le tubature del Museo Egizio e all'Accademia delle Scienze. Difficile quantificare l'entità delle risorse necessarie per il restauro, ma gli enti locali hanno garantito il massimo dello sforzo. Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, dall'Aquila, dove è alla cena con i terremotati, in diretta su Skytg24, ha spiegato che il fiume Magra, in Liguria, è tra i corsi d'acqua sotto stretta osservazione. Così come altre aree in Emilia e in Toscana. Per il Magra la situazione resta molto delicata nello spezzino. E' stato costituito un coordinamento permanente in Comune di Ameglia dove insistono i tre borghi più esposti alle piene, Cafaggiola, Bocca di Magra e Fiumaretta. Resta alta l'attenzione degli osservatori della Protezione civile dell'Emilia Romagna sull'ingrossamento del fiume Po e dei suoi affluenti, che da ieri hanno cominciato a aumentare la loro portata a causa delle piogge e del rapido scioglimento della neve. Sotto controllo c'è anche il Reno di Bologna, che ieri ha esondato, uscendo dagli argini. Sono stati riaperti oggi alla circolazione anche il ponte Alto, il ponte di Navicello e il passo dell'Uccellino, nel modenese, chiusi da ieri pomeriggio a causa dell'aumento del livello dell'acqua.

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