Lunedì 18 Gennaio 2010

Haiti/ Allestiti primi centri emergenza, ma è ancora caos

Port au Prince, 18 gen. (Apcom) - La macchina dei soccorsi ad Haiti aumenta di potenza per tentare di rispondere alle necessità più urgenti dei sopravvissuti, sei giorni dopo il terremoto che ha ucciso almeno 70mila persone. Il caos e le violenze generate dalla disperazione hanno indotto il governo a dichiarare lo stato d'emergenza fino alla fine del mese di gennaio e il lutto nazionale di 30 giorni con tutte le bandiere a mezz'asta sugli edifici pubblici rimasti in piedi. Nelle fosse comuni sono stati sotterrati 70mila cadaveri, ha affermato il segretario di stato all'istruzione Carol Joseph, mentre secondo una stima fornita dagli esperti americani le vittime in totale potrebbero essere 200mila. Il sisma e le numerose repliche hanno causato anche il ferimento di 250mila persone e 1,5 milioni di senzatetto. Nella capitale sono stati allestiti 250 centri di soccorso per distribuire viveri e medicinali. I sopravvissuti vivono ammassati in bidonville improvvisate a due passi dal palazzo nazionale, parzialmente distrutto, simbolo di un potere decapitato dalla catastrofe. La priorità è ormai quella di evitare una catastrofe sanitaria: la carenza di acqua potabile e di servizi sanitari aumenta fortemente il rischio di epidemie. La comunità internazionale si è mobilitata in massa per aiutare il paese più povero del continente americano, ma le infrastrutture non reggono l'impatto: l'aeroporto è ingolfato, il porto distrutto, molte strade sono impercorribili. Il presidente René Preval sarà oggi a Santo Domingo per una prima riunione internazionale destinata a porre le basi per la conferenza dei paesi donatori, il 25 gennaio a Montreal. Oggi il COnsiglio di sicurezza dell'Onu terrà una prima riunione straordinaria dedicata ad Haiti mentre Bill Clinton, inviato speciale delle Nazioni unite per Haiti, è atteso a Port au Prince. (con fonte afp)

Fcs

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