Martedì 19 Gennaio 2010

Nomadi/ Roma, via dal Casilino 900: tra malinconia e ottimismo

Roma, 19 gen. (Apcom) - Dovevano essere 94 i residenti del campo nomadi Casilino 900, il più grande della capitale, a spostarsi in via Salone oggi. Invece solo una cinquantina si sono mossi: otto famiglie tra bosniaci, macedoni, kosovari e serbi. Niente montenegrini, invece, che si sono rifiutati di andare. "Non ci possono mettere tutti insieme", spiega Aldo. "Molti di noi sono scappati dalla ex Jugoslavia, dove c'era la guerra. Qualcuno ha avuto una sorella, o un fratello ammazzato, non sono cose che si dimenticano. Non possiamo stare tutti nello stesso posto". Qualcuno è contento di andare via. "Credo che lì ci saranno condizioni igieniche migliori. Ho deciso io di andare", spiega Franco. Christian, 16 anni, non è molto soddisfatto. "Ho tutti gli amici qua, che vado a fare?". Ottimista invece sua madre, Anna: "Speriamo che andremo a stare meglio", dice con un bambino in braccio, mentre raccoglie le cose da portare via. "Sta arrivando mio marito col furgone, dobbiamo caricare tutto. Sarà un lavoro lungo". Il clima è quello della malinconia per la partenza, ma si respira anche un certo, pur diffidente, ottimismo. Per il sindaco Gianni Alemanno che oggi ha presenziato alle prime attività di sgombero del Casilino 900, l'obbiettivo è "fare in modo che tutti i nomadi della capitale abbiano una casa e un lavoro e si inseriscano nella società, in modo da poter chiudere tutti i campi, sia quelli abusivi, che quelli attualmente autorizzati. Quella di oggi - ha annunciato - è una svolta epocale. I residenti di questo campo si sono impegnati a iniziare un percorso di legalità e inserimento lavorativo".

Aqu

© riproduzione riservata