Martedì 19 Gennaio 2010

Cinema/ Ghini: minacciato per aver denunciato un malaffare

Roma, 19 gen. (Apcom) - "Sono stato minacciato perché ho denunciato qualcosa che era un malaffare dentro a quell'istituto che cura il diritto d'autore". Massimo Ghini, presidente del Sai (Sindacato Attori Italiani) torna sulle telefonate anonime ricevute riguardanti l'Imaie, l'Istituto Mutualistico per la tutela degli Artisti Interpreti ed Esecutori, nato nel 1977 per iniziativa di Cgil, Cisl e Uil, di cui lei è consigliere, su cui sta indagando la polizia postale. "Arriveranno al colpevole", spiega l'attore al settimanale 'Diva e donna', in edicola domani, rivelando anche di avere un'idea di chi lo ha chiamato: "Lo so, ma finché non c'è la prova provata taccio". "Da dieci anni si riconosce agli attori o ai musicisti l'equo compenso, un diritto dell'interprete nel momento in cui viene trasmesso un film, un disco, un brano. Da quando è stato riconosciuto questo istituto, - prosegue l'attore - vengono versate da parte di chi mette in commercio video o dischi somme all'Imaie. Abbiamo poi scoperto che all'interno di quei 24 milioni da distribuire c'erano delle 'cose strane'". In pratica qualcuno ha cercato di far sparire dei soldi: "Qualcuno, che non è un artista, c'ha provato. L'Imaie è commissariato e c'è un'indagine della magistratura".

Caw

© riproduzione riservata