Lunedì 25 Gennaio 2010

Immigrati/ Bagnasco: Straniero è uno di noi, anche Gesù lo fu

Roma, 25 gen. (Apcom) - "L'immigrato è uno di noi. Noi italiani siamo stati a nostra volta immigrati, e prima di noi lo è stato Gesù": così il cardinale Angelo Bagnasco aprendo i lavori del consiglio permanente della Cei. "Bisogna partire da qui, e mai staccarsi da questa consapevolezza che va incardinata nei pensieri personali e collettivi degli adulti, come dei giovani e dei bambini", ha detto il presidente dei vescovi italiani in un ampio passaggio della sua prolusione dedicata al tema dell'immigrazione. Bagnasco si è soffermato sui fatti di Rosarno, in Calabria, per sottolineare soprattutto il malessere degli immigrati. Se la causa prima degli incidenti nella piana di Gioia Tauro "potrebbero essere ricondotti alla difficile crisi economica", né va ignorata "la strategia avvolgente della malavita locale", per l'arcivescovo di Genova, però, "questo non basta a spiegare le giornate di violenza che si sono vissute, in un'allerta generale. Per darsi conto dell'accaduto occorre considerare anche altri fenomeni che lì sono entrati in combustione, come la condizione del tutto critica in cui abitualmente vivono una parte degli immigrati presenti nel nostro Paese: quelle capanne di cartone o plastica senz'acqua e senza elettricità, dunque senza il minimo requisito igienico-sanitario, incapsulate all'interno di manufatti abbandonati e diroccati, esposte alle intemperie e invase dal fango, indicano uno standard non accettabile: così non si può, così non è umano", ha detto Bagnasco. "Ritengo - ha detto ancora il porporato - che l'opinione pubblica nazionale abbia con l'occasione potuto avviare una riflessione che nessuna ruspa può facilmente rimuovere".

Ska

© riproduzione riservata