Martedì 26 Gennaio 2010

Parla Prodi: Chi comanda nel Pd? Sempre più deboli ragioni unità

Roma, 26 gen. (Apcom) - "Tre settimane fa ero a Campolongo, a sciare. In fila per lo skilift la gente mi fermava e mi chiedeva solo questo: ma chi comanda, nel Pd?". Una domanda cui Romano Prodi, intervistato da 'Repubblica', non sa rispondere, anche perchè "ormai sono fuori, e quando si è fuori si è fuori". Ma poi, osserva amareggiato l'ex premier, "sa cosa mi dispiace, soprattutto? E' vedere che ormai sembra sempre più debole la ragione dello stare insieme...". Un quadro che giustifica la domanda successiva: che ne sarà del Pd? "Non lo so, speriamo bene...", è l'unica risposta che Prodi è in grado di dare. Di sicuro, non sarà lui a 'salvare la patria' ancora una volta: "E no, salvatore della patria no! Va bene una volta, va bene due volte, ma tre volte proprio non si può. Grazie tante, ma abbiamo già dato...". Nel colloquio con il quotidiano romano, Prodi torna anche sulle dimissioni del sindaco di Bologna Flavio Delbono: "Prima di tutto, analizziamo la dimensione del problema. Di cosa si sta parlando? Non si distrugge la vita di un uomo, come è accaduto in questi giorni, per una storia come quella, per una manciata di euro... Certo - precisa il Professore - doveva essere più accorto. Ma in questi giorni nessuno si è limitato a dire questo: gli hanno dato del delinquente, invece. Hanno parlato di limite etico travolto. Eppure altrove, per altri amministratori locali di centrodestra che ne hanno combinate di tutti i colori, nessuno ha gridato allo scandalo, e si è mai sognato di chiedere le dimissioni. Allora queste cose le vogliamo dire sì o no?".

Rea

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