Mercoledì 17 Febbraio 2010

M.O./ Leader Hamas ucciso, polemiche su Mossad e furti identità

Roma, 17 feb. (Apcom) - Undici passaporti falsi e altrettante identità rubate per uccidere il leader di Hamas, Mahmoud al-Mabhouh. Una prassi certamente non inusuale per il Mossad, il famigerato servizio segreto israeliano, ma capace di creare choc e polemiche tra la società civile dello stato ebraico. E non è un caso che sette cittadini israeliani, il cui nome era scritto sul passaporto utilizzato dagli 007 per preparare e portare a compimento l'omicidio a Dubai, si siano presentati davanti alla stampa per testimoniare apertamente la loro innocenza. I documenti d'identità utilizzati, secondo la polizia, sono un passaporto tedesco, uno francese, sei britannici e tre irlandesi. Tra le persone coinvolte, Michael Lawrence Barney, israeliano del kibboutz Beit Haemek con nazionalità britannica. "Sono rimasto molto sorpreso, c'è stato un errore o un furto d'identità. So solamente che il mio passaporto è con me. Non conosco chi ha deciso di servirsi del mio nome", ha detto alla stampa israeliana. Analogo il commento di Stephen Daniel Hoses, fisioterapista di Gerusalemme con passaporto britannico. "La vicenda ci ha fatto ridere, ma adesso non sappiamo davvero come prenderla", ha detto, spiegando che l'identità utilizzata dal commando di 007 è quella del marito. "Sono profondamente scioccato. Il mondo intero si chiede se sono stato io. Una cosa è chiara: non ho mai lasciato il mio paese", gli ha fatto eco Paul John Keely, israeliano del kibboutz Nahsholim con passaporto britannico, che vive in Israele con la sua famiglia da 43 anni. Intanto il ministro degli Esteri israeliano Avigdor Lieberman ha affermato che non esistono elementi che provino che sia stato il Mossad a compiere l'assassinio di Mahmoud al-Mabhouh. Allo stesso tempo però il capo della diplomazia israeliana ha lasciato intendere che Israele non è del tutto estranea al fatto.

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