Sabato 20 Febbraio 2010

Corruzione/ Il governo frena sulla legge: va modificata

Roma, 20 feb. (Apcom) - Era tutto pronto, anche la conferenza stampa di Angelino Alfano era già annunciata. Per dare quel "segnale" che Silvio Berlusconi riteneva "necessario" anche viste le polemiche sull'inchiesta per corruzione nella protezione civile. Ma poi le richieste della Lega, le osservazioni di Ignazio La Russa, quelle di Altero Matteoli e di Franco Frattini, hanno fatto slittare il varo del disegno di legge anti-corruzione: tutto rinviato alla prossima settimana, quando il testo su cui avevano lavorato fino alla tarda serata di giovedì il Guardasigilli e Niccolò Ghedini, sarà "integrato" con le misure per la prevenzione dei fenomeni corruttivi. Correttivi ci saranno anche per quel che riguarda l'ineleggibilità e incompatibilità a seguito di sentenze di condanna. A Calderoli il compito di semplificare la legge del 2000 che definisce le sanzioni per gli amministratori locali coinvolti in abusi e la loro possibilità di ricoprire ancora le loro cariche, come sollecitato da Altero Matteoli. Il testo portato in Consiglio dei ministri interveniva principalmente sull'aspetto sanzionatorio, aumentando le pene previste. Troppo poco, per la Lega: il disegno rischiava di essere solo uno spot che non avrebbe funzionato come deterrente nè avrebbe resa più difficile la vita dei corrotti. Per essere efficace, è stato il ragionamento svolto da Roberto Calderoli, la legge doveva necessariamente intervenire anche sulla trasparenza delle procedure. Non solo: oltre all'inasprimento delle pene, Calderoli ha insistito sulla necessità di maggiori controlli interni alla burocrazia. Ecco dunque che subiranno un'accelerazione anche le verifiche sugli enti locali, che diventeranno un emendamento al decreto in materia già all'esame del Parlamento. Ignazio La Russa ha invece insistito sulla necessità di omogeneizzare l'aumento delle pene: troppo irrazionale il criterio con cui per alcuni reati si saliva di un anno, per altri di due, per altri ancora di tre. Infine, le osservazioni di Altero Matteoli: no alla logica emergenziale, non è possibile intervenire per legge ogni volta che si presenta un problema. Insomma, per questa settimana il "segnale" può attendere.

Rea/Tom/Bac

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