Martedì 23 Febbraio 2010

Fini: Dopo le Regionali riforma condivisa della Costituzione

Pietrasanta (Lucca), 23 feb. (Apcom) - "Spero che, finita la consultazione elettorale di marzo, si parta finalmente con un disegno di riforma della Costituzione partendo da ciò che si può fare con una larga condivisione": lo ha detto Gianfranco Fini, presidente della Camera, durante un incontro al Teatro Comunale di Pietrasanta. Secondo Fini infatti "è sempre meglio costruire insieme le regole del condominio; poi non è uno scandalo, lo dico alla sinistra, se la maggioranza fa riforme con i suoi numeri, lo prevede la Costituzione, ma ricordiamoci, e lo dico alla maggioranza, che c'è il giudizio del referendum. Cominciamo a fare una bella riforma del Parlamento, che preveda anche un numero minore di parlamentari: si presenterebbe bene agli italiani". Dopodiché, sottolinea il presidente della Camera, è necessario anche valutare "come regolare i rapporti fra legislativo ed esecutivo: i tempi non sono maturi per una riforma condivisa della forma di governo, ma credo ad esempio che Bersani non sarebbe contrario a modificare il fatto che il presidente del Consiglio che, lo dico tra virgolette, ormai è eletto dal popolo, non può cambiare un ministro che non ha più la sua fiducia, senza fare una crisi di governo". Sulle modalità per farlo, Fini ha ricordato che "la commissione Violante individuò una bozza da cui si può ripartire: non è accaduto fino a oggi in due anni, ma abbiamo ancora tre anni davanti, e due anni in cui non si vota sono due anni in cui è possibile cominciare seriamente non a fare una riforma generale della Costituzione, ma riformare aspetti della Costituzione con disegni di legge che marcino in parallelo". Fra i temi principali, per il presidente della Camera, il superalismo del bicameralismo perfetto con la creazione di un Senato delle regioni, l'attribuzione delle competenze fra Stato e Regioni, e la stessa forma di governo: "Secondo me quella che rimane migliore è quella di tipo presidenzialista - ha concluso Fini - non è vero che il Parlamento in questo caso viene messo in un angolo, basta chiederlo ad Obama". Fini ha aggiunto che se domani il Parlamento approvasse col voto di tutti una leggina per cui chi è condannato con sentenza definitiva per reati contro la Pubblica Amministrazione per 5 anni non si può candidare, la pubblica opinione direbbe 'meno male', reagirebbe positivamente, e le istituzioni politiche acquisterebbero un tassello di fiducia in più rispetto a oggi".

Tai

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