Lunedì 01 Marzo 2010

Per gli immigrati oggi rivoluzione in giallo: migliaia in piazza

Roma, 1 mar. (Apcom) - Palloncini gialli in cielo, rigorosamente in lattice biodegradabile, lanciati da ogni città italiana. Si è conclusa così la giornata del primo marzo, al prima di 'sciopero' degli immigrati contro il razzismo in Italia, dal 'titolo' evocativo: "Ventiquattro ore senza di noi", senza quei 4,8 milioni di stranieri che in Italia producono il 9,5% del Pil ogni anno. Oltre 60 le manifestazioni in tutto il paese, da Milano a Roma, da Napoli a Firenze, a Bologna, Reggio, Palermo. Due i cortei a Milano, dove il momento più atteso è stato lo srotolamento di tre striscioni, uno davanti la Questura ("Permesso di soggiorno per tutti. Tempi di rinnovo più rapidi"), uno al Tribunale ("Migrare non è reato") e uno al Cie di Via Corelli ("Basta silenzi. Chiudiamo i centri di identificazione ed espulsione"). A Napoli sono state almeno le diecimila persone che hanno preso parte alla manifestazione in difesa degli immigrati. Il lungo corteo, partito da piazza Garibaldi e arrivato in piazza Plebiscito, è stato aperto dallo striscione `Nessuno è illegale'. A Roma, tra cortei e musica, una delle tante iniziative è stato organizzata in collaborazione con Legambiente: centinaia di rifugiati e richiedenti asilo, insieme ai volontari, hanno ripulito il parco di Colle Oppio. Tutte le manifestazioni sono state assolutamente pacifiche, l'unico incidente a Napoli, dove l'assessore alle Politiche sociali del Comune, Giulio Riccio, ha subito una 'aggressione' da parte di alcune "frange estremiste" di disoccupati napoletani che si erano uniti alla pacifica e civile manifestazione degli immigrati. Cortei, presidi e manifestazioni hanno colorato di giallo l'Italia: la cosiddetta 'rivoluzione in giallo', lanciata in Italia ma anche in Francia, Spagna e Grecia, è nata per far sì che il Governo italiano si renda conto del peso del 4,8 milioni di immigrati e arriva dopo "i drammatici fatti di Rosarno, i respingimenti in mare, gli scandali sulla gestione dei Cie, i centri di accoglienza, la cultura razzista che si sta diffondendo, le file notturne per il rinnovo dei permessi di soggiorno, il naufragio di una politica di integrazione vera e di rilancio di servizi per fornire strumenti efficaci ai migranti per non essere preda della malavita organizzata".

Apa

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