Martedì 02 Marzo 2010

Cile/ Ora il governo teme il "terremoto sociale"

Roma, 2 mar. (Apcom) - Dopo il "terremoto fisico", il "terremoto sociale": le immagini delle violenze e i saccheggi a Concepcion, seconda città del Paese e una delle più colpite dal sisma, hanno accaparrato l'attenzione dei media cileni ma anche quella del governo di Santiago, peraltro criticato per la lentezza nell'arrivo degli aiuti. "Tranquillità e sicurezza per i cittadini": questa la priorità del governo, come ha assicurato la presidente Michelle Bachelet in una breve conferenza stampa; il capo di Stato ha definito "intollerabili" le azioni di "piccoli gruppi che causano gravi danni a tutta la comunità", così come è "intollerabile che i cittadini siano costretti a formare dei comitati di autodifesa per la loro sicurezza": "La legge verrà applicata con tutto il rigore necesario", ha concluso, ricordando come il governo abbai dispiegato 14mila effettivi per garantire la sicurezza e la distribuzione degli aiuti. Bachelet ha sottolineato come mai nella storia del Paese si fosse verificato un terremoto di tale estensione, e ha ribadito che gli aiuti stiano arrivando anche nelle zone più isolate: è in funzione un ponte aereo costituito da 50 apparecchi dell'aeronautica militare e entro oggi dovrebbero essere attivati tutti gli ospedali da campo necessari. Mentre inizia a muoversi anche la macchina degli aiuti internazionali, Sta di fatto che la situazione in alcune delle zone colpite rimane caotica, con la persistente mancanza di acqua ed elettricità - parziale giustificazione dei saccheggi dei supermercati e delle farmacie. (segue)

Mgi

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