Mercoledì 10 Marzo 2010

Berlusconi/ Csm: delegittima giudici, così a rischio democrazia

Roma, 10 mar. (Apcom) - Sono parole durissime quelle del Consiglio Superiore della Magistratura che ieri ha indicato di avere il "dovere costituzionale di ristabilire pubblicamente la credibilità e la dignità della funzione giudiziaria", perché non è "ammissibile una delegittimazione di una Istituzione nei confronti dell'altra". Insomma, il presidente del COnsiglio Silvio Berlusconi delegittima la magistratura: questo ha detto la Prima commissione del CSM, nella pratica a tutela di diversi magistrati dopo alcune accuse mosse dal premier. Pratica approvata all'unanimità dall'organismo di Palazzo dei Marescialli, che oggi sarà discussa in plenum. Per il Csm "non può essere consentito che venga genericamente e indiscriminatamente gettato forte discredito sulla intera magistratura, o su una parte significativa di essa, mettendo a rischio l'equilibrio stesso tra poteri e ordini dello Stato sul quale è fondato l'ordinamento democratico di questo Paese". La pratica fa riferimento a diverse dichiarazioni rese da Berlusconi. Fra queste, quelle "in cui si definiscono atti di 'follia' ed inutili 'sprechi' finanziari delicate inchieste giudiziarie su stragi ed altri gravissimi reati che hanno ferito la Repubblica", fino alle dichiarazioni sui magistrati "peggio di Tartaglia" e a quelle rilasciate all'indomani della sentenza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione con la quale è stata annullata senza rinvio la sentenza di condanna dell'avvocato Mills per intervenuta prescrizione del reato di corruzione, quando Berlusconi disse: "Siamo in mano a una banda di talebani che perseguono fini eversivi.. in quel processo voglio l'assoluzione piena". Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, ha replicato "C'è da chiedersi se il Csm non si ritenga, ormai, una sorta di 'Terza Camera' titolata a muoversi come soggetto politico. Tutto ciò è assurdo, e sarebbe impensabile nel resto dei Paesi occidentali".

Aqu-pol

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