Venerdì 12 Marzo 2010

Gb/ Suicida da Dignitas donna condannata per eutanasia marito

Roma, 12 mar. (Apcom) - Ancora un episodio destinato ad alimentare il dibattito sull'eutanasia e sul suicidio assistito in Gran Bretagna. Vicki Wood, una donna inglese che ha lottato a lungo per il riconoscimento del diritto a una morte dolce per i malati affetti da patologie irreversibili, ha scelto di mettere fine ai suoi giorni presso la clinica Dignitas di Zurigo. Prima di lei, almeno un centinaio di britannici si sono rivolti alla Svizzera, per morire "dolcemente", dato che in Gran Bretagna il suicidio assistito è ancora considerato, formalmente, un crimine. Ma Vicki Wood, un'artista 67enne, non è una donna qualsiasi. Nel 1999 era stata condannata per aver tentato di "uccidere" il marito, "l'amore della sua vita", gravemente malato di demenza senile e poi di Parkinson. Wood venne giudicata colpevole ma le venne risparmiato il carcere; per il resto della sua vita le fu però impedito di vedere il marito, che si spense nove mesi dopo. Wood, affetta da una malattia debilitante, si è recata a Zurigo venerdì scorso con un amico, scrive oggi il Guardian. I Woods, uniti da 21 anni di matrimonio, divennero membri attivi di un'associazione che promuoveva l'eutanasia, dopo che all'uomo venne diagnosticata la malattia nel 1993. Entrambi firmarono un documento nel quale dichiaravano di non voler continuare a vivere se avessero sofferto di certe patologie e chiedevano al congiunto di assisterli nel suicidio. Il mese scorso il procuratore generale britannico ha dato una svolta alla vicenda, pubblicando delle linee guida sulla materia, che corrispondono in pratica ad una decriminalizzazione del suicidio assistito, poiché prevedono che i parenti che offrano la propria assistenza motivati da "pietas" non siano perseguibili per legge.

Fcs

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