Lunedì 22 Marzo 2010

Atto omofobia a Rimini: gay picchiato perchè baciava ragazzo

Roma, 22 mar. (Apcom) - Una "grave aggressione omofoba" è accaduta sabato 13 marzo, nella notte, a Rimini, nella discoteca Mon Amour, ai danni di un ragazzo 26enne marocchino residente in Italia. Il ragazzo, che aveva scambiato un bacio con il suo compagno mentre ballavano, è stato avvicinato da un addetto alla sicurezza che lo ha invitato a seguirlo fuori dal locale e, una volta usciti, lo ha insultato con epiteti come "Ricchione di merda" e minacce come "Non farti più vedere perché se no ti faccio male". A denunciare l'accaduto è Arcigay. Successivamente il buttafuori ha chiamato un collega e insieme hanno colpito ripetutamente il giovane alla testa, al torace e alla mano, provocandogli tra l`altro un trauma cranico lieve. Solo grazie all`intervento di un terzo collega, i due hanno interrotto l`aggressione, lasciando la povera vittima inerme a terra. La giovane coppia, terrorizzata dall`accaduto, per alcuni giorni si è rifugiata in casa dalla paura, ma è stata determinata a denunciare il fatto alla polizia e a contattare Arcigay per un sostegno. Quando venerdì scorso si sono recati in Questura per la denuncia, "sono stati vittime di una nuova violenza psicologica - spiega l'associazione - in quanto l`agente di polizia gli ha detto 'se avessi baciato una donna non ti sarebbe successo niente' e soprattutto si è rifiutato di scrivere che la causa dell`aggressione è stata un bacio tra due uomini e di definire il fidanzato come compagno, parola sostituita da amico". "Questa è una storia terribile di omofobia e pregiudizio - dichiara Maura Chiulli, riminese componente della segreteria nazionale Arcigay - da alcuni giorni siamo vicini alla giovane coppia e daremo loro ogni possibile aiuto psicologico e giuridico per restituire giustizia e per proteggerli dopo quello che hanno vissuto". "L`omofobia si annida in ogni spazio sociale - aggiunge Paolo Patanè, presidente nazionale Arcigay - alla base della cieca violenza in discoteca e del volgare rifiuto della polizia di definire un amore col proprio nome, ci sono la stessa ignoranza e lo stesso pregiudizio nel conoscere l`altro e nel rispettare la dignità di ogni cittadino".

Red/Apa

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