Lunedì 22 Marzo 2010

Bagnasco a politica: Nessun alibi per chi deruba cosa pubblica

Roma, 22 mar. (Apcom) - Nessun alibi per chi ruba. E' l'ammonimento del cardinale Angelo Bagnasco. Il porporato fa riferimento alle vicende giudiziarie della 'cricca' quando, concludendo la prolusione d'apertura del consiglio permanente della Cei, afferma che "dinanzi a quel che va emergendo anche dalle diverse inchieste in corso ad opera della magistratura, e senza per questo anticiparne gli esiti finali", i vescovi sentono di "dover chiedere a tutti, con umiltà, di uscire dagli incatenamenti prodotti dall'egoismo e dalla ricerca esasperata del tornaconto e innalzarsi sul piano della politica vera". Per Bagnasco bisogna che "si recuperi il senso di quello che è pubblico, che vuol dire di tutti e di cui nessuno deve approfittare mancando così alla giustizia e causando grave scandalo dei cittadini comuni, di chi vive del proprio stipendio o della propria pensione ed è abituato a farseli bastare, stagione dopo stagione. C'è - afferma - un impegno che, a questo punto, non può non riguardare proporzionatamente tutti, politici e cittadini, e che ciascuno nel proprio ambito è chiamato ad onorare: Mettere fine cioè a quella falsa indulgenza secondo la quale, poiché tutti sembrano rubare, ciascuno si ritiene autorizzato a sua volta a farlo senza più scrupoli. Anzitutto non è vero che tutti rubano, ma se per assurdo ciò accadesse, cosa che non è, non si attenuerebbe in nulla l'imperativo dell'onestà. Non cerchiamo alibi preventivi né coperture impossibili: sottrarre qualcosa a ciò che fa parte della cosa pubblica non è rubare di meno; semmai, se fosse possibile, sarebbe un rubare di più". Per i credenti poi, "questo obbligo assurge alla dignità di comando del Signore, dunque non si può venir meno".

Ska

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