Lunedì 22 Marzo 2010

Cirio/ Affare Eurolat, prosciolti Cragnotti e Geronzi

Roma, 22 mar. (Apcom) - Non c'è stata nessuna estorsione a Calisto Tanzi, nell'ambito della cessione della società Eurolat da Cirio a Parmalat, nell'estate del '99. Lo ha stabilito il gup del tribunale di Roma, Tommaso Picazio, che ha fatto cadere le accuse nei confronti dell'ex presidente di Banca di Roma, Cesare Geronzi, dell'ex amministratore delegato di Cirio, Sergio Cragnotti e del consigliere della società, Riccardo Bianchini Riccardi. Il giudice, oggi, ha poi sollevato conflitto di competenza davanti alla Cassazione, per stabilire se la residua accusa di bancarotta, contestata ai tre, debba essere trattata dal tribunale di Parma, già dichiaratosi incompetente, oppure da quello di Roma. I pm Tiziana Cugini, Rodolfo Sabelli e Gustavo De Marinis, avevano sollecitato il processo di Geronzi, Cragnotti e Bianchini Riccardi. La Eurolat raccoglieva alcune aziende lattiero casearie locali, tra cui la Centrale del latte di Roma, che apparteneva al gruppo Cirio. Di recente il Consiglio di Stato ha tra l'altro annullato quella vendita fatta dal Comune a Cragnotti e avvenuta nel '97. L'avvocato Cataldo Intrieri, difensore di Riccardo Bianchini Riccardi, si è detto soddisfatto per "il venir meno del'ipotesi di reato più grave", quella di estorsione. "Per quanto attiene alla bancarotta si tratta di una clonazione processuale di un fatto già oggetto del processo per la bancarotta Cirio in corso a Roma".

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