Martedì 23 Marzo 2010

Usa/ Incontro Obama-Netanyahu, Israele punta piedi su colonie

New York, 23 mar. (Apcom) - Si preannuncia difficile l'incontro di stasera tra il presidente americano Barack Obama e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Al centro del colloquio nello Studio Ovale della Casa Bianca, previsto per le 17.30 (le 22.30 in Italia), ci sarà la questione degli insediamenti israeliani a Gerusalemme Est. Ma appena arrivato a Washington ieri sera Netanyahu non ha perso tempo e ha subito chiarito la sua posizione. Parlando al Congresso annuale dell'American Israel Public Affairs Committee (AIPAC), la più influente e potente lobby filo-israeliana negli Stati Uniti, il premier ha detto che "il popolo ebreo ha costruito Gerusalemme 3mila anni fa e il popolo ebreo costruisce Gerusalemme ancora oggi. Gerusalemme non è una colonia, è la nostra capitale". Un modo per ribadire molto chiaramente che il governo israeliano non intende affatto rinunciare alla costruzione di 1600 nuovi alloggi nella parte orientale di Gerusalemme, oggetto da decenni di un'accesa disputa con la comunità palestinese e tra le principali cause di stallo nel processo di pace in Medio Oriente. Netanyahu ha così praticamente ignorato le parole pronunciate poche ore prima dal Segretario di Stato americano Hillary Clinton. Durante un incontro con il premier israeliano ieri mattina, Clinton aveva ribadito l'impegno americano nei confronti della sicurezza israeliana ma aveva anche invitato Israele a "scelte difficili ma necessarie" sulla via della pace. Ieri mattina, durante una conferenza stampa, il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs ha detto che l'obiettivo di Obama è quello di costruire un dialogo aperto basato sulla fiducia. "Il presidente spera che con questo incontro - ha detto Gibbs - saranno fatti progressi e che si possano portare le due parti (israeliana e palestinese) a un dialogo che sia fruttuoso".

Emc-Chb

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