Giovedì 01 Aprile 2010

Riforme/Berlusconi: La giustizia sarà la prima; il paese è con me

Roma, 1 apr. (Apcom) - Giustizia prima di tutto, perché è la sua fissazione da quando è sceso in politica. Ma non solo: Silvio Berlusconi è convinto che il voto delle Regionali, con una campagna elettorale in gran parte basata sull'affondo verso i giudici, abbia dimostrato che gli italiani in questa battaglia sono con lui. Il Cavaliere è convinto che il Paese gli chieda cambiamenti e non vuole dare l'impressione di perdere tempo: e questo vale anche per le riforme istituzionali e per quella del fisco. Il premier da 48 ore si è chiuso a palazzo Grazioli dove sta incontrando, di volta in volta, ministri e capigruppo. Ha pranzato con Tremonti e con lui ha ricominciato a parlare di riforma tributaria chiedendo un'accelerazione sin da subito almeno sulla questione della semplificazione. Ieri ha riunito il due capigruppo del Pdl di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri, il Guardasigilli Angelino Alfano e il coordinatore nazionale del partito Ignazio la Russa. Obiettivo, cominciare a impostare una specie di 'cronoprogramma' delle riforme. Imprescindibile per il presidente del Consiglio è quella della giustizia che potrebbe approdare nel primo Consiglio dei ministri che si terrà dopo Pasqua. Ma chiodo fisso del premier - ancor di più dopo l'inchiesta di Trani - è la modifica della disciplina che regola le intercettazioni. L'esame del testo, che prevede un giro di vite, arriverà in Senato alla ripresa e nelle intenzioni del premier non sembra esserci alcuna apertura a quelle modifiche che pure erano state caldeggiate dal Quirinale. La fissazione delle priorità - basata comunque sul programma di governo - avrà comunque un bagno di 'democrazia interna'. Si è infatti deciso che dopo Pasqua saranno convocati gli organismi del partito, anche quelli (come direzione e consiglio nazionale) che in un anno di vita non si erano mai riuniti. Poi toccherà ai singoli ministri farsi carico di presentare i provvedimenti. Una decisione che viene incontro anche alle richieste di 'maggiore collegialità' più volte avanzate da Gianfranco Fini.

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