Usa ritardano uscita rapporto sui cambi che accuserebbe la Cina

Usa ritardano uscita rapporto sui cambi che accuserebbe la Cina Geithner: istanza sarà portata in incontri internazionali

Usa ritardano uscita rapporto sui cambi che accuserebbe la Cina
Washington, 4 apr. (Ap) - L'amministrazione Obama sta ritardando la pubblicazione di un rapporto al Congresso sulle politiche valutarie che dovrebbe menzionare la Cina coma Paese "manipolatore" della propria moneta con un conseguente danno per l'economia americana. Il segretario al Tesoro Timothy Geithner ha dichiarato che farà slittare l'uscita del documento, previsto per il 15 aprile, perchè alcuni vertici internazionali ad alto livello programmati per i prossimi mesi offiranno agli Usa un'occasione migliore per sostenere le proprie ragioni.Geithner comunque, in una nota, ha rilevato che la Cina dovrebbe adottare "una politica più orientata verso un tasso di cambio di mercato" per riequilibrare il deficit commerciale statunitense con la stessa Cina che lo scorso anno ha toccato i 226,8 miliardi di dollari, un record per Washington non toccato con nessun altro Paese.Le posizione dell'amministrazione Usa prende spunto anche dalle ripetute denunce degli industriali americani secondo i quali attualmente lo yuan è sottovalutato del 40% nei confronti del dollaro. Una divisa cinese più forte nei confronti del biglietto verde renderebbe i prodotti americani più economici in Cina e, allo stesso tempo, i prodotti cinesi più costosi per i consumatori statunitensi.L'annuncio di Geithner è giunto sabato, all'indomani del segnale dato dalla Casa Bianca su di un miglioramento delle relazioni con la Cina con la notizia che il presidente Hu Jintao parteciperà a un incontro sulla sicurezza nucleare a metà mese a Washington e con un lungo colloquio telefonico tra lo stesso Hu e il presidente Usa Obama. In questa chiave lo slittamento del rapporto del Tesoro potrebbe essere stato studiato a tavolino per evitare imbarazzi ai cinesi in un momento in cui Washington sta cercando l'appoggio di Pechino proprio sulla sicurezza nucleare e sul caso Iran.

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