Domenica 11 Aprile 2010

Riforme/ Berlusconi: Governo ora non ha poteri. Parlerò con tutti

Roma, 11 apr. (Apcom) - Le riforme si faranno, Silvio Berlusconi lo ribadisce parlando agli imprenditori riuniti a Parma, dopo aver sottolineato che con la Costituzione vigente "il Governo non ha poteri", ma il premier spiega anche che i tempi probabilmente non saranno brevissimi e che lo schema presentato da Roberto Calderoli sarà oggetto di confronto "con tutti". Davanti alla platea di Confindustria, insomma, il presidente del Consiglio lascia intendere che la partita delle riforme è tutta da giocare, che al momento l'unico punto fermo è la volontà di arrivare fino in fondo e che, comunque, il regista dell'operazione sarà lui. Davanti agli industriali che chiedono di passare dalle promesse ai fatti, il premier mette le mani avanti: "I padri costituenti hanno definito un assetto istituzionale che dà tutti i poteri alle assemblee parlamentari: l'esecutivo non ha nessun potere nel nostro sistema costituzionale". Insomma, il Governo fa quello che può, sembra dire il premier, ma l'impianto istituzionale offre pochi margini. Tutto questo mentre, su un altro 'tavolo', il ministro Angelino Alfano ribadisce l'intenzione di approvare la legge sulle intercettazioni "entro giugno" e apre alle proposte del Pd in materia di giustizia: "Uno sforzo che coincide con quanto noi andiamo facendo e intendiamo fare". Il ministro si dice pronto ad un incontro con il responsabile giustizia del Pd Andrea Orlando, che però replica: "E' poco utile, se vanno avanti con le intercettazioni e tengono lì il processo breve...". Il premier da parte sua forse anche a causa dello 'stop' giunto da Gianfranco Fini sul sistema semipresidenziale precisa, "Non so se (la riforma istituzionale, ndr) sarà la prima in ordine di tempo, forse la posticipiamo ad altre". E fa capire che anche l'impianto complessivo è tutt'altro che definito: "Sulla riforma della Costituzione, del presidenzialismo alla francese o meno, del fatto che il presidente si possa eleggere insieme alla maggioranza del Parlamento per non avere il presidente di un colore e il presidente del Consiglio di un altro colore, discuteremo e ascolteremo il parere di tutti".

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