Domenica 11 Aprile 2010

Aperti i seggi per i ballottaggi, un milione alle urne nei Comuni

Roma, 11 apr. (Apcom) - Urne aperte da questa mattina alle 8 e fino alle 22, e poi ancora domani, dalle 7 alle 15 nei 41 Comuni italiani dove non è bastata la chiamata alle urne del 28 e 29 marzo per l'elszione del Sindaco e dei Consiglieri comunali. Ad essere interessati alla nuova tornata elettorale sono 1.087.085 elettori, ripartiti nel 1292 seggi che si sono insediati ieri. Le sfide principali riguardano le elezioni nei quattro Comuni capoluogo andati al ballotaggio: Mantova, Macerata, Matera e Vibo Valentia. In tutte e quattro, al termine del primo turno è in testa il candidato di centrosinistra, ma per il secondo turno è tutto ancora in gioco, dal momento che solo Salvatore Adduce a Matera, con il 48,46% dei consensi, appare a un passo dalla meta. Nella città lucana il centrodestra che si è presentato profondamente diviso al primo turno, dopo le dimissioni del sindaco uscente Nicola Buccico (Pdl), che a novembre hanno portato al commissariamento del comune. Adduce aveva al suo fianco già dal primo turno una coalizione che va dall'Udc alla sinistra e ai Verdi, il suo rivale Angelo Raffaele Tosto, fermo al 26,23%, dovrà recuperare il 14,57% andato al candidato del Pdl, che ha corso da solo. Sfida sul filo di lana a Mantova: conduce il sindaco uscente Fiorenza Brioni (Pd), 40,72% al primo turno, su Nicola Sodano (Pdl), che si è fermato al 35,74. In ballo i voti del candidato centrista, che aveva sfiorato il 10%: l'Udc (2,45% come voti di lista) si è apparentato alla candidata di centrosinistra, spaccandosi però al suo interno. Centrosinistra a caccia di conferme anche a Macerata: Romano Carancini, che aspira a continuare l'opera dell'uscente Giorgio Meschini, al primo turno ha convinto il 45,97% dei suoi concittadini; Fabio Pistarelli, a capo di un'alleanza Pdl-Udc, il 41,09. L'accordo Pdl-Udc per il secondo turno spinge a Vibo Valentia le quotazioni di Nicola D'Agostino, candidato del partito di Berlusconi. Il più votato al primo turno è stato Nicola Soriano (Pd) con il 41,11%, ma l'appoggio del centrista Antonino Daffinà (quasi al 25% al primo turno) e di una civica che vale oltre il 5%, sulla carta dovrebbe essere sufficiente a ribaltare l'esito della prima tornata elettorale. Anche nel capoluogo di provincia calabrese l'amministrazione uscente è di centrosinistra. Fra i comuni non capoluogo, il più popoloso al voto, oltre settantamila abitanti, è Lamezia Terme (provincia di Catanzaro). Dopo il primo turno è in vantaggio il sindaco uscente di centrosinistra Gianni Speranza, che ha raccolto il 43% dei voti, contro il 33% della rivale Ida D'Ippolito (Pdl-Udc). C'è però una querelle legale: il centrodestra, in largo vantaggio sui voti di lista, sostiene di aver superato il 50% e che quindi se vincesse Speranza non potrebbe ottenere il premio di maggioranza. Replica la maggioranza uscente: valgono anche i voti dati al solo sindaco, senza indicazione della lista, quindi il centrodestra è sotto il 50% e i premio di maggioranza è in palio. ll ballottaggio più insolito si svolgerà a Vigevano, 62mila abitanti, comune di 62mila abitanti in provincia di Pavia. Il candidato sindaco leghista Andrea Sala (33% al primo turno) si troverà di fronte Antonio Prati, candidato Pdl, che dopo il 28% ottenuto al primo turno ha stretto un accordo con la lista civica Civiltà vigevanese, guidata dall'ex sindaco del Pci Carlo Santagostino e con componenti dei Verdi, con la lista di estrema destra Vigevano futurista e con la Dc. Il candidato più votato il 28 e 29 marzo è Antonio Giannatempo (Pdl-Udc), sindaco in passato sotto le bandiere di Alleanza nazionale: 36,62% contro il 33,43% di Berardino Tonti (Pd-Idv-Sel-Prc-Psi). Nessun apparentamento per i due candidati: peseranno soprattutto le scelte degli elettori di Franco Metta, che con il sostegno di due civiche, al primo turno ha ottenuto il 27%. Sfida aperta, infine, a Cerignola.

Pol

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