Domenica 11 Aprile 2010

Berlusconi/ Scalfari: Napolitano indignato per ieri chiama Letta

Roma, 11 apr. (Apcom) - Le frasi pronunciate ieri da Silvio Berlusconi a Parma avrebbero causato "l'indignaizone" del Quirinale e Giorgio Napolitano avrebbe chiamato Gianni Letta per "chiedere conto" delle parole dette dal presidente del Consiglio. Lo riferisce Eugenio Scalfari nel suo editoriale domenicale su Repubblica, spiegando di avere "certezza" del tenore del colloquio telefonico. Scalfari racconta che sarebbe stato soprattutto un passaggio a provocare la reazione del capo dello Stato, quello in cui Berlusconi si lamenta del controllo "preliminare" del Quirinale sulle leggi, oltre che della farraginosità del procedimento legislativo. Scalfari riporta innanzitutto le frasi pronunciate dal premier: "Il testo (delle leggi, ndr) viene preliminarmente sottoposto al presidente della Repubblica e al suo staff che ne controlla addirittura gli aggettivi". Quindi, il fondatore di Repubblica scrive: "Si racconta che il presidente ne sia rimasto stupefatto e indignato. Si è fatto chiamare al telefono Gianni Legga e gli ha chiesto conto di quanto aveva appena udito. Pare che la risposta di Letta sia stata: 'Non sapevo nulla. Ho udito anch'io. Le faccio le mie personali scuse'". Continua Scalfari: "Pare che la risposta del presidente sia stata: 'Le sue scuse personali non risolvono la questione. Se non si trattasse del presidente del Consiglio ma di una qualunque altra persona dovrei dire che siamo in presenza di un bugiardo che dice una cosa al mattino e fa l'opposto la sera, oppure d'una persona dissociata e afflitta da disturbi schizoidi'". Scalfari aggiunge: "Ho scritto 'pare' perché trattandosi di un colloquio telefonico tra due soggetti eminenti, le parole sopra riferite non possono che venire da amici intimi dell'uno o dell'altro. Però bisogna scrivere 'pare' anche se si ha certezza che il colloquio sia stato nella sostanza di questo tenore".

Adm

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