Giovedì 15 Aprile 2010

Ambiente/ Rischio scomparsa per 23% uccelli e 15% mammiferi

Roma, 15 apr. (Apcom) - La perdita della biodiversità procede a ritmi senza precedenti. In aumento il numero di specie a rischio estinzione nel nostro Paese, ritenuto il custode del maggior numero, in Europa, di specie animali. Pressoché dimezzate, in 25 anni, 33 varietà di uccelli tipiche degli ambienti agricoli. Tra queste, l'Allodola, il Balestruccio, la Rondine. E' quanto emerge dal secondo Annuario per il 2009 dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, Ispra. Il 23% degli uccelli e il 15% dei mammiferi, infatti, rischiano di scomparire per sempre: la percentuale di specie minacciate di vertebrati oscilla in media, a seconda dei diversi autori, tra il 47,5% e il 68,4%. In cima all'infausta classifica, i pesci d'acqua dolce, i rettili e gli anfibi. Questi ultimi presentano in assoluto la situazione più critica, con un 66% di specie fortemente a rischio estinzione. Le minacce alla biodiversità non risparmiano neanche le specie vegetali: il 15% delle piante superiori e il 40% delle piante inferiori sono in pericolo. Tuttavia, le conoscenze in merito alle entità vegetali sono ancora incomplete, ma si stima che a rischio siano 772 specie di epatiche, muschi e licheni e 1.020 piante vascolari. Dati, questi - sottolinea l'Ispra - su cui riflettere con urgenza, come dimostrato dalla volontà delle Nazioni Unite di proclamare proprio per il 2010 l'Anno Internazionale della Biodiversità. Una scelta nata anche dalla consapevolezza delle responsabilità umane: la minaccia primaria è, infatti, rappresentata proprio dalle attività dell'uomo e dalla crescente richiesta di risorse naturali e di servizi ecosistemici. La trasformazione degli habitat, inoltre, minaccia il 50,5% delle specie animali vertebrate ma tra le cause di questo depauperamento ci sono anche il bracconaggio e la pesca illegale".

AquRbr

© riproduzione riservata