Martedì 20 Aprile 2010

Intercettazioni, oggi riparte il Senato, maggioranza cerca quadra

Roma, 20 apr. (Apcom) - Nuova battaglia oggi in Senato per la 'guerra santa' del governo contro l'uso indiscriminato delle intercettazioni nelle indagini giudiziarie: alle 14,30 in commissione Giustizia, la maggioranza dovrebbe infatti presentare gli emendamenti al testo della riforma, modificando gli "evidenti indizi di colpevolezza" necessari a far scattare l'ascolto in "gravi indizi di reità" e mitigando in parte il giro di vite all'uso di questo strumento dato l'anno scorso dalla Camera dei Deputati. Il condizionale, sulla materia, è però d'obbligo, visto che il testo che uscirà dall'ammezzato di palazzo Madama sarà frutto di una trattativa ancora in corso, nella quale 'falchi' e 'colombe' si stanno dando una battaglia tutta interna alla maggioranza. Non c'è infatti, al momento, un ruolo attivo dell'opposizione, confinata al ruolo di spettatrice interessata e contraria in toto a rivedere le norme sulle intercettazioni che non riguardano la pubblicazione di brogliacci, riassunti o sbobinati. Anche sui tempi, poi, non v'è alcuna certezza, visto che secondo il presidente della commissione, Filippo Berselli, domani dovrà essere fissato il termine per la presentazione dei sub-emendamenti, perchè "è molto probabile che il governo o il relatore presenteranno cinque/sei emendamenti al testo" e che non sarà inferiore a una settimana. Questo, secondo i calcoli di Berselli, dovrebbe portare i senatori a concludere i lavori in commissione entro la fine del mese e a licenziare quindi il testo per l'Aula non prima di maggio. Quello che è certo, al di là dei distinguo frutto anche della diatriba tra i due cofondatori del Pdl, è che l'attenzione nei confronti del provvedimento è massima. Dal Salone del Mobile di Milano, infatti, il capo del governo ha detto chiaramente che "le intercettazioni verranno utilizzate solo per i reati gravi, non per cercare le notizie di reato ma per reati di cui ci sono gravi indizi di colpevolezza". Alla fine, la soluzione potrebbe quindi essere quella di inserire "gravi indizi di reità" nel testo di legge, una soluzione che non dispiace neanche ai magistrati. E' sicuramente meglio - è infatti il pensiero del segretario dell'Anm, Giuseppe Cascini - aver sostituito nel disegno di legge sulle intercettazioni il termine gravi indizi di colpevolezza con gravi indizi di reità", perchè se si parla di gravi indizi di colpevolezza si sostiene che si possono fare le intercettazioni se è già stato individuato il colpevole. "Indizi di reità - è invece la spiegazione di Cascini - significa che io ho elementi per ritenere che un reato è stato commesso, ma non so chi l'ha commesso e faccio le intercettazioni proprio per trovare il colpevole. E le intercettazioni servono, servono veramente a questo".

Gic

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