Martedì 20 Aprile 2010

Caccia/ Testimonial Lipu fanno appello a premier Berlusconi

Roma, 20 apr. (Apcom) - Un appello accorato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi affinchè il governo si schieri contro la norma che prevede la possibilità per le regioni di allungare la stagione venatoria. La richiesta è di Maurizio Costanzo, delle scrittrici Dacia Maraini e Susanna Tamaro, dell'attrice Daniela Poggi e della psicologa dell'età evolutiva Anna Oliverio De Ferraris, schierati a fianco della LIPU nella battaglia di questi giorni a Roma per la tutela degli uccelli migratori. Al secondo giorno di presidio davanti a Montecitorio, che attende l'arrivo di centinaia di volontari da tutta Italia, i testimonial Lipu si rivolgono al premier per arginare il tentativo di deregulation venatoria contenuto nell'articolo 43, comma 2 b, della legge Comunitaria. Maurizio Costanzo ha pubblicato oggi un articolo sulla prima pagina del Messaggero: "Ci risiamo con lo sterminio legalizzato degli animali - scrive il giornalista - Ci risiamo ma non lo accettiamo. Gli sterminatori si devono rassegnare al fatto che a qualunque colpo di mano noi reagiremo con ogni mezzo e in ogni modo. A meno che - conclude - anche gli animali vengano armati e si combatta ad armi pari". Anche per Dacia Maraini in un articolo sul Corriere della Sera si chiede: "Perché la maggioranza degli italiani, che è contraria alla caccia, non viene ascoltata?" Un messaggio forte arriva alla piazza di Montecitorio anche da Susanna Tamaro: "I membri della Camera non capiscono che con il modificarsi della società la caccia è destinata a diventare un fenomeno di nicchia". "Ma il mondo è cambiato - sostiene Tamaro - per la maggior parte delle persone la natura è un bene di cui fruire e da cui trarre sensazioni positive di gioia, serenità e bellezza. Una minoranza non può distruggere un bene della maggioranza. Non è questo anticostituzionale?". "Si tratta di ridurre drasticamente i tempi della caccia, non certo di prolungarli - aggiunge Anna Oliverio De Ferraris - Il nostro problema, oggi, è la salvaguardia della Natura, non certo la sua distruzione. E poi si crea un forte conflitto tra le leggi che si fanno e ciò che viene insegnato nelle scuole. Potenziare la caccia è in contraddizione con il rispetto, la cura e l'ammirazione per l'ambiente naturale che viene insegnato ai più giovani".

Red/Cro

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