Giovedì 29 Aprile 2010

Champions/Inter in finale, Barca sbatte contro Grande 'Mouraglia'

Roma, 29 apr. (Apcom) - Un'ora a reggere il fortino in dieci uomini, il sogno quasi frantumato in pieno recupero e poi il traguardo. Raggiunto in salita, con una partita d'altri tempi, quelle del bianco e nero delle immagini dell'ultima grande gioia. L'Inter ce l'ha fatta. La squadra di Josè Mourinho ha riportato il Biscione in finale di Champions League, che il prossimo 22 maggio a Madrid vedrà il Bayern Monaco prendere le sembianze dell'ultimo ostacolo verso una coppa che non entra nella bacheca nerazzurra dal 1965. L'operazione 'remuntada' lanciata dall'intera Catalogna si è rivelata un mezzo fiasco. Nonostante una superiorità numerica scattata al 28' per una discutibile espulsione diretta di Thiago Motta (sceneggiata di Sergio Busquets per una manata tutt'altro che violenta sul collo) il Barcellona è riuscito a raggranellare un inutile 1-0, frutto più dell'inerzia dell'undici contro dieci che del gioco spagnolo. Gioco di fatto inesistente. Il gol di Gerard Piqué per l'1-0 finale, risultato inutile per il 3-1 ottenuto dall'Inter all'andata, è arrivato dopo 84 minuti di arrembaggio disordinato e quasi mai pericoloso. Con un Samuel Etoo straordinario quasi esclusivamente da terzino l'Inter ha strappato il pass per la finale del Bernabeu nell'ennesima serata disastrosa dell'ex per eccellenza, Zlatan Ibrahimovic: passato dall'Inter al Barcellona per inseguire il sogno di vincere la Champions, l'attaccante svedese, scambiato proprio per Etoo la scorsa estate, è stato sostituito nel secondo tempo al termine di una prestazione nerissima. E' andato meglio, ma ha inciso poco, il fenomenale Leo Messi, contenuto tutto sommato bene dal centrocampo e dalla coppia centrale della difesa nerazzurra. Il finale, sei minuti più quattro di recupero, ha rischiato di trasformarsi in una beffa in due occasioni: prima un contatto sospetto in area interista, poi un gol blaugrana non convalidato per un fallo di mano sui 18 metri. Poi il fischio finale e la gioia. Quella dei giocatori, allontanati dal campo dagli idranti azionati immediatamente sul rettangolo verde del Camp Nou, e quella di Massimo Moratti: prima l'esultanza e un urlo liberatorio, poi la stretta di mano al suo vicino di poltrona, il presidente del Barcellona Joan Laporta.

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