Giovedì 29 Aprile 2010

Inchiesta G8/ Scajola:non mi lascio intimidire,attacco infondato

Roma, 29 apr. (Apcom) - "Non mi lascio intimidire": così, in una nota, il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, ribatte alle indiscrezioni pubblicate oggi su alcuni quotidiani circa i suoi rapporti con l'imprenditore Diego Anemone, agli arresti nell'ambito dell'inchiesta sui grandi eventi, tra cui il G8, attualmente in mano alla procura di Perugia. "Nella vita possono capitare cose incomprensibili - scrive Scajola - E questa è addirittura sconvolgente. Colpisce con una violenza senza precedenti il mio privato e la mia famiglia. Registro un attacco infondato e senza spiegazione, per una vicenda nella quale non sono indagato, a danno di chi lavora tutti i giorni per difendere, nel suo ruolo, le ragioni e gli interessi del nostro Paese". "Non sono abituato alla dietrologia - prosegue Scajola - e quindi non voglio credere che dietro a tutto questo vi siano oscuri manovratori o disegni preordinati. Per rispetto alla Magistratura che sta lavorando, non posso dire nulla sul merito di quanto apparso sui giornali. Resta la grande amarezza per il fatto che si sia arrivati a coinvolgere addirittura i miei figli. La mia coscienza è pulita. Proseguo - conclude il ministro - con la massima serenità il mio lavoro". Il 27 aprile scorso la procura di Perugia ha ascoltato l'architetto Angelo Zampolino nell'ambito dell'inchiesta sui grandi eventi e, secondo l'ipotesi della procura, Zampolino sarebbe stato il gestore di un conto corrente dove venne girata una importante somma di denaro che sarebbe arrivato ad Anemone per portare avanti l'acquisto di alcune case, tra le quali quella della figlia di Claudio Scajola, quando l'attuale ministro dello Sviluppo Economico era parlamentare dell'opposizione.

Red/Cro

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