Giovedì 29 Aprile 2010

Pdl/ Berlusconi: Ora è debole, ma Fini punta a gruppi autonomi

Roma, 29 apr. (Apcom) - Convinto che dietro ci sia una "strategia", che l'obiettivo di Gianfranco Fini sia ancora di creare dei gruppi autonomi "come aveva detto nel nostro colloquio davanti a Gianni Letta salvo poi smentirlo pubblicamente". Raccontano che ieri il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a cena con i senatori abbia ripercorso le 'tappe' del suo rapporto con Gianfranco Fini. Un rapporto, avrebbe detto, arrivato ormai a un "punto di non ritorno". Secondo quanto viene riferito, Berlusconi avrebbe anche ricordato come in quel famoso pranzo a Montecitorio, Fini si fosse detto pentito di aver fatto il Pdl. Scelta che, sempre secondo il ragionamento svolto dal Cavaliere, il presidente della Camera fece soltanto perché aveva timore di un esito elettorale sfavorevole se si fosse presentato alle politiche del 2008 con Alleanza nazionale. A questo punto il premier - viene riferito ancora da alcuni partecipanti all'incontro - è convinto che Fini vada in giro a giurare lealtà verso il partito e negare scissioni soltanto per prendere tempo: se non ha già fatto i gruppi autonomi - è la convinzione di Berlusconi - è solo perché si è accorto di non avere abbastanza forze per seguirlo. Ma quello che vuole è tornare 'in proprio', magari incrociando nel suo percorso Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli. Anche con i senatori, poi, il premier si sarebbe sfogato per l'iper presenzialismo tv di Gianfranco Fini, anche perché - avrebbe sempre detto Berlusconi - occupa quegli spazi nel ruolo di presidente della Camera, ma parla da politico. Ai parlamentari il Cavaliere avrebbe poi ribadito il fastidio per il "pubblico ludibrio" a cui si sta sottoponendo la maggioranza che "sembra buona solo a litigare" e invece "io voglio governare, abbiamo davanti tre anni per lavorare".

Bac

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