Giovedì 29 Aprile 2010

Pdl/ Bocchino anticipa sfiducia, c'erano già 40 firme contro lui

Roma, 29 apr. (Apcom) - Alla fine Italo Bocchino ha deciso per il passo indietro irrevocabile. Anche perché, nel corso dell'assemblea che si sarebbe dovuta tenere oggi, nei confronti del vicecapogruppo vicario era pronta anche l'arma estrema: la mozione di sfiducia. Riferiscono diversi parlamentari del Pdl che, pur non essendo pronto un testo completo, già ieri pomeriggio a Montecitorio l'ala più oltranzista del partito si era mossa in questa direzione con una riservata raccolta di firme da presentare in caso di impasse della riunione del gruppo che era stata convocata per oggi. Circa quaranta firme erano state raccolte fra i banchi dell'Aula della Camera, un foglio contenente una sorta di pre-adesione a una eventuale mozione di sfiducia del vicecapogruppo vicario era passato di mano in mano. L'impegno era stato sottoscritto, riferiscono le stesse fonti, da alcuni parlamentari di estrazione azzurra, ma anche da almeno una quindicina di ex An. Il passo di Bocchino, in ogni caso, era stato sancito ieri in serata durante l'incontro tra Gianfranco Fini, il vice vicario e altri due o tre fedelissimi. Verso le 22 era partita l'indicazione all'area finiana. Una scelta, era stato spiegato, motivata anche dalla volotà di evitare la conta e produrre ulteriori lacerazioni. Fino a tarda notte erano però continuate le consultazioni fra i finiani e il vicecapogruppo, un modo per limare la posizione e vagliare tutte le opzioni in campo. Stamane, poi, era stata valutata dalla Presidenza del gruppo la possibilità di tenere comunque l'assemblea: si sarebbe trattato solo di una comunicazione delle dimissioni irrevocabili. Erano partiti anche i contatti con Palazzo Grazioli, per sondare il terreno su un'eventuale apparizione lampo di Silvio Berlusconi. Ma anche il solo fatto di riunire l'assemblea per pochi minuti avrebbe potuto innescare un effetto a catena, lasciando spazio ai risentimenti covati negli ultimi giorni. Si è così deciso di soprassedere. Ora è partita la caccia a un eventuale sostituto. Fonti parlamentari riferiscono di almeno quattro autocandidature, ma l'intendimento del Pdl sembra quello di lasciar decantare la situazione e provvedere semmai in seguito alla sostituzione. O di lasciare vacante la casella.

Tom

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