Sabato 01 Maggio 2010

1 maggio/ Tettamanzi: Imparare dalla crisi, serve più solidarietà

Milano, 1 mag. (Apcom) - "Da questa crisi occorre imparare, non soltanto uscire; altrimenti, altre e nuove crisi incomberanno domani come una costante minaccia, pronte prima o poi a rinascere dalle ceneri di quella appena estinta". Lo scrive l'arcivescovo di Milano, Dionigi Tettamanzi, nel messaggio ai lavoratori in occasione del Primo maggio. "Soltanto una attenta sobrietà, capace non di solo risparmio ma di oculatezza negli investimenti - aggiunge il cardinale - può creare nuove e sempre migliori occasioni di lavoro. Ma non basta: occorre anche si attivi una rinnovata solidarietà tra lavoratori e con essi, da parte di tutti, per uscire dall'attuale emergenza sociale e occupazionale. Non sempre infatti la difficoltà unisce le persone! Viceversa, soltanto assieme è possibile giungere a redistribuire più correttamente gli oneri della crisi oggi e a trovare soluzioni per il domani". Il pensiero di Tettamanzi, da sempre attento alle tematiche sociali e del lavoro, va "soprattutto ai giovani, che sembrano oggi destinati a sempre più estenuanti periodi di precariato prima di poter accedere ad un normale lavoro, a quanti avendolo perduto a causa della chiusura della propria azienda non riescono in alcun modo a trovare collocamento altrove, a chi è perennemente sottoccupato o sottostimato nelle sue capacità lavorative, a chi troppo precocemente è stato messo in mobilità". Il lavoro - nella lettura del cardinale - "appartiene alle esperienze basilari che consentono alla persona umana di crescere e sviluppare le proprie capacità, mettere a frutto i propri talenti, disporsi a servire in modo qualificato gli altri, creare intensi legami di solidarietà con gli altri lavoratori. Tutte queste dimensioni sono compromesse se viene a mancare, per qualsiasi ragione, la possibilità effettiva di praticare un 'lavoro decente'".

Lme

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