Sabato 15 Maggio 2010

Resta a Perugia inchiesta su appalti. Premier: Nessuna impunità

Roma, 15 mag. (Apcom) - L'inchiesta sugli appalti resta a Perugia. Lo hanno deciso i giudici del tribunale del riesame umbro, rispetto all'appello proposto dai pubblici ministeri Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi, dopo che il gip aveva negato l'arresto del commercialista Stefano Gazzani e dell'ex commissario per i mondiali di nuoto a Roma Claudio Rinaldi. Ieri il tribunale ha confermato l'insussistenza dell'esigenza dell'emissione di una ordinanza di custodia cautelare, ma ha chiarito che l'indagine deve rimanere a Perugia. Adesso - è stato spiegato - non è detto che del caso debba occuparsi la Cassazione. I pm potrebbero non impugnare il provvedimento visto che hanno avuto certezza della loro "competenza" quali titolari del fascicolo. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è sceso in campo affermando che se da un lato si devono fermare 'liste di proscrizione' dall'altro non ci deve essere impunità per chi ha sbagliato. Se qualcuno ha sbagliato, ha detto il premier in una nota, non avrà "nessuna indulgenza o impunità", ma bisogna fermare le "isterie" e le "liste di proscrizione" perchè "è inaccettabile che l'elenco dei clienti di una azienda venga presentato dai giornali come una lista di colpevoli". Per quanto riguarda la cosiddetta lista 'Anemone', e la nuova versione con nuovi nomi di cui hanno riferito alcuni quotidiani, il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha auspicato una verifica della "liceità o meno" dei comportamenti dei personaggi inseriti nella lista, ma ha chiesto anche che il lavoro dei magistrati si svolga in modo riservato. Sull'esistenza di questa seconda lista è intervenuta la Procura di Roma dichiarando di non averne mai avuto visione. Anche i legali dell'imprenditore Anemone al centro dello scandalo, sono intervenuti a correzione delle anticipazioni di stampa precisando che il loro assistito non ha avviato alcuna collaborazione spontanea con gli inquirenti.

Red//Kat/Bol

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