Università/ No ddl, oggi occupazione rettorati decine atenei

Università/ No ddl, oggi occupazione rettorati decine atenei Nella capitale Tor Vergata, Sapienza e Roma Tre. Il 18 al Senato

Università/ No ddl, oggi occupazione rettorati decine atenei
Roma, 18 mag. (Apcom) - La mobilitazione settimanale delleorganizzazioni e associazioni della docenza universitaria entranel vivo: per protestare contro i tagli ai finanziamenti ed ildisegno di legge Gelmini di riforma universitaria in discussioneal Senato, oggi è prevista l'occupazione dei principalirettorati degli atenei pubblici italiani.A Roma l'occupazione si realizzerà in tutte e tre le università: a Tor Vergata è stata organizzata un'assemblea a partire dalle 10, cui seguirà lo spostamento di una delegazione dei partecipanti all'interno del rettorato; alla Sapienza l'occupazione scatterà alle ore 11; mentre alle 14,30 sarà la volta di Roma Tre. Confermata per il giorno dopo la manifestazione nazionale, organizzata delle 18 sigle sindacali di settore, davanti al Senato."Le ragioni della protesta - ribadisce la Flc-Cgil attraverso un comunicato - sono legate alla drammatica condizione in cui versano gli atenei per effetto dei tagli al finanziamento in parte già attuati, ed in parte da attuare nel 2011 e 2012. Una proiezione della Conferenza dei Rettori stima al 1 gennaio 2011 il momento di insostenibilità finanziaria per gran parte degli Atenei. Già oggi molte Università sono in una condizione di deficit crescente che impone il taglio dei corsi, dell'offerta formativa, della ricerca; in qualche caso hanno annunciato l'impossibilità a breve di pagare gli stipendi al personale".Gli organizzatori della mobilitazione - in rappresentanza didocenti, ricercatori, personale tecnico-amministrativo, lettori,precari e studenti respingono, inoltre, il ddl Gelmini indiscussione al Senato: secondo i lavoratori della conoscenzadella Cgil "rappresenta una vera e propria controriformadestinata a mutare radicalmente il funzionamento e la missionedell'Università, alterandone la natura aperta e democraticaattraverso norme centralistiche e autoritarie, disegnandoun'Università pubblica sempre più povera di risorse e qualità,destinata ai pochi che se la possono permettere, con un attaccofrontale - conclude il sindacato - al diritto allo studio".Tra i più attivi nella protesta figurano i ricercatori: durantele ultime assemblee, svolte a Roma e Milano, hanno espresso ilnetto rifiuto nei confronti dello schema di riforma che prevede,per una parte di loro, l'accesso alla docenza solo tramiteconcorso selettivo e la possibile espulsione dal sistemaaccademico dopo anni di precariato.

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