Domenica 23 Maggio 2010

Manovra/ Galan invoca collegialità, finiani a premier:Pdl discuta

Roma, 23 mag. (Apcom) - Giulio Tremonti stringe i tempi per la manovra economica, mantenendo l'obiettivo di approvarla per martedì 25 in consiglio dei ministri, anche se non si esclude uno slittamento. Le ipotesi in campo e i possibili interventi, intanto, dividono centrodestra e centrosinistra, oltre a far discutere la maggioranza. I finiani, ma anche un ministro del calibro di Giancarlo Galan, chiedono che si discuta del contenuto della manovra, mentre l'opposizione non lesina critiche al provvedimento. Il ministro dell'Agricoltura si fa portavoce del malessere di alcuni membri del governo nei confronti di Tremonti e dalle colonne del Corriere della Sera invoca "scelte collegiali": "Credo che tutte le decisioni debbano essere condivise", sottolinea. Anche i finiani guardano al ministro dell'Economia, ma si rivolgono direttamente al premier. Lo fa Italo Bocchino: è "auspicabile che Berlusconi coinvolga tutto il Pdl e la coalizione in scelte che vanno valutate con attenzione". Aggiunge il ministro delle Politiche Ue Andrea Ronchi, altro uomo vicino al Presidente della Camera: "Il governo ha il dovere di condividere il senso di questa manovra con il Pdl, con i sindacati riformisti, le imprese, le associazioni di categoria e di confrontarsi con l'opposizione". Chiude il cerchio un terzo finiano, Fabio Granata, ponendo ulteriori paletti: "Le manovre si fanno attaccando sprechi e classi agiate e non mettendo in difficoltà lavoratori dipendenti". Una cauta apertura al confronto arriva da Massimo D'Alema, a nome del Pd: "Se Berlusconi ci mette la faccia, valuteremo". Anche se poi aggiunge: "Non possiamo votare una manovra con i ticket" e "un condono, l'ennesimo, per noi sarebbe indigeribile". Per il resto, dall'opposizione è un coro di critiche. Il democratico Cesare Damiano teme un provvedimento lacrime e champagne: "Lacrime per lavoratori e pensionati e champagne per gli evasori fiscali e i furbi delle varie cricche". E l'Idv, dal canto suo, si concentra soprattutto sull'ipotesi di condono che, si fa presente, rappresenterebbe "un ulteriore sfregio all'ambiente della ditta Berlusconi-Tremonti". Si fa sentire anche l'ex premier Romano Prodi, invitando il ministro dell'Economia a non cercare la popolarità e a "non squilibrare ulteriormente la distribuzione del reddito".

Tom

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