Lunedì 24 Maggio 2010

Pdl vuole chiudere su intercettazioni; Pd contro legge-bavaglio

Roma, 24 mag. (Apcom) - L'appuntamento è per stasera, ore 21,15, al Senato. La commissione Giustizia è chiamata a riunirsi per l'esame del disegno di legge sulle intercettazioni. Fuori da Palazzo Madama cresce l'attenzione e la tensione di stampa e opposizione per il contestato provvedimento, ma il relatore pidiellino Roberto Centaro - interpellato telefonicamente - ostenta tranquillità e assicura: "Faremo la notturna come l'abbiamo fatta le altre volte, solo che stavolta chiudiamo". La maggioranza, dunque, punta a terminare nel corso della nottata l'iter in commissione, poi martedì è prevista una capigruppo chiamata a stabilire il momento dell'approdo in Aula. Secondo Centaro, oggi non in programma alcun vertice di maggioranza per le ultime limature. E però è probabile che i capigruppo di Camera e Senato del principale partito di maggioranza possano incontrarsi per calibrare la linea. Sostiene il relatore che sarà possibile introdurre alcune modifiche sul fronte degli editori: "Può darsi che si possa arrivare a una forbice migliore" per quanto riguarda le quote che un editore sarebbe costretto a pagare per la pubblicazione dei testi delle intercettazioni. Magari ripartendo dalla proposta di Silvia Della Monica (Pd), suggerisce Centaro. Porta semi-chiusa, invece, al ripristino della 'formulazione Bongiorno', il passaggio cioé che prevedeva la possibilità di pubblicazione per riassunto degli atti. Una formula voluta dalla presidente della commissione Giustizia della Camera e poi soppressa a Palazzo Madama. Una frase capace di salvaguardare il diritto di cronaca, sostengono i finiani e i critici del provvedimento. Su questa possibilità Centaro lascia pochi margini: "Ritornare a quella formulazione? Credo di no". L'opposizione intanto si mobilita per la battaglia parlamentare. Il Pd ha già annunciato pratiche ostruzionistiche e il ricorso in sede Ue. E oggi il popolo viola ha in programma un appuntamento pubblico a Roma. Il governo, intanto, attraverso il ministro della Giustizia Angelino Alfano ribadisce la necessità di evitare "uno stato di polizia pur di intercettare tutti". Poi aggiunge: "Le intercettazioni sono e saranno sempre uno strumento indispensabile di indagine, ma la privacy non è un diritto di serie B". Nei prossimi giorni, conclude il Guardasigilli, sarà definito un testo "più equilibrato possibile che metta insieme il diritto costituzionale alla libertà e segretezza delle comunicazioni, con quello che riguarda la manifestazione del pensiero, e il diritto delle indagini".

Tom

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